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Man in the Middle: come funziona la truffa alla onlus che gestisce il campanile di Giotto

12 Dicembre 2025 - 06:12 Alessandro D’Amato
truffa campanile di giotto onlus firenze
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Dieci fermi per la scomparsa di 1,7 milioni di euro. La mail con l'iban e i soldi al prestanome. E il giro di riciclaggio che arrivava fino in Cina

Una truffa da 1.785.366 euro. Da una piccola filiale di banca di Lumezzane in Val Trompia al campanile di Giotto a Firenze. La maxifrode informatica all’Opera di Santa Maria del Fiore, che gestisce anche la Cattedrale e il Battistero, si è concretizzata con due bonifici datati primo agosto 2024. La Onlus era certa di aver saldato il conto a un’impresa veneta che doveva svolgere lavori di restauro del Complesso Eugeniano di Firenze (Studio Fiorentino). Poi i veri creditori si sono palesati. E i responsabili hanno capito che il metodo Man in the middle aveva funzionato.

Il campanile di Giotto e Man in the middle

Nel MitM un criminale si interpone segretamente tra due parti che comunicano (come un utente e un sito web) per intercettare, leggere e potenzialmente modificare i dati scambiati, senza che nessuna delle due parti se ne accorga. Quelli della truffa a Firenze si sono intrufolati tra committente e impresa. Per creare un’interfaccia e dirottare il pagamento. L’iban corrispondeva a un conto corrente acceso in una filiale bancaria di Sarezzo, in provincia di Brescia, da una sorta di prestanome pagato 50 mila euro. Un amico gli aveva proposto «ricevere sul conto corrente della mia azienda importi da una società di Firenze per trasferirli a terzi, operazioni che gli avrebbero consentito di acquistare terreni in Spagna».

Il riciclaggio

La truffa faceva parte di un sistema di riciclaggio e di fatture false con un giro d’affari di 30 milioni di euro. E la banda aveva dei sodali cinesi residenti a Milano che avrebbero ripulito i soldi con provvigioni fino al 7%. Il Corriere della Sera scrive che la Procura ha disposto dieci decreti di fermo per altrettanti indagati, una è irreperibile. A fare da «intermediari» per dirottare i soldi all’estero e ripulirli, due fratelli di Telgate (Bergamo), Luca e Daniele Bertoli, 59 e 65 anni, il primo di casa a Brescia. «Chi ha versato i soldi (dalla onlus fiorentina) era convinto di pagare il fornitore di un’opera di restauro ma in realtà stava accreditando il denaro su un conto corrente bancario che fa capo all’organizzazione criminale», ha spiegato il procuratore capo di Brescia, Francesco Prete.

Luca Bertoli e il fratello Daniele

Luca Bertoli aveva la disponibilità di conti esteri di comodo, soprattutto in Polonia. Una delle mete delle trasferte del fratello. L’imprenditore faceva avanti e indietro tra il Veneto e Milano per la «restituzione di denaro corrente». Insieme a loro una banda composta da quattro cittadini cinesi, un bergamasco (Iacopo Antonioli, 34 anni), il monzese Antonino De Salvo, un albanese e un nigeriano. Indagato anche Luca Birbes, 55enne di Brescia detto “il miliardario”. E gestore di una società intestata alla moglie. «Il miliardario contatta Luca Bertoli assicurando a lui e al fratello servizi e stipendi, Bertoli ne è entusiasta», si legge nelle carte secondo quanto riporta Repubblica.

Il prestanome

Poi una società aperta in concorso con una donna cinese «consentiva di evadere emettendo fatture relative a operazioni inesistenti per oltre 165 mila euro». L’operazione di polizia comincia con il fermo del prestanome in una filiale bancaria di Sarezzo. «I soldi sul mio conto? Tutte operazioni gestite da De Salvo!». «Mi offrì 50mila euro come compenso per ricevere sul conto della mia società importi di denaro da una società d Firenze per trasferirli su conti correnti terzi». A settembre la Stradale ferma una coppia di cinesi che sta trasportando in auto da Vicenza a Brescia 200mila euro in buste termosaldate. «Fanno il bonifico, vengo a ritirare, consegno, punto, basta», dice Bertoli in una telefonata. Appuntamenti dopo i caselli autostradali o ai benzinai, «fai la fattura di 30mila tondo», «vai, dopo glieli portiamo all’albanese», «ci vediamo al Farina00» (locale di Bergamo).