Le lacrime del capo dei vigili del fuoco a Crans-Montana, l’orrore negli occhi dopo la strage e il ricordo di una ragazza: «Non so se continuerò» – Il video
«Ero lì chino su una ragazza per aiutarla, per fare il massaggio (cardiaco, ndr), ma mi hanno detto “lasciala stare, è morta, dobbiamo aiutare gli altri, non possiamo passare troppo tempo su una ragazza che è già morta”. E questo è molto molto difficile». È racchiuso nel tono di voce spezzato dall’emozione e negli occhi pieni di lacrime di David Vocat, comandante di vigili del fuoco volontari di Crans-Montana, il dramma di quanto accaduto la notte di Capodanno all’interno del disco-bar La Constellation.
In un’intervista all’emittente francese FranceTv e al Tg3, il pompiere ha ripercorso gli attimi più difficili di quella notte, con l’incendio scoppiato all’interno del locale che è costato la vita a 40 persone e ne ha ferite altre 116: «Mi sono avvicinato a una signora che aveva perso il figlio temendo che mi respingesse, invece mi ha ringraziato per tutte le altre vite che abbiamo salvato». Lo shock è enorme, anche per chi è abituato ad assistere a scene simili nel proprio lavoro. E infatti, a meno di una settimana dall’incendio di Crans-Montana, David Vocat confida in lacrime di non essere affatto sicuro che continuerà a lavorare come vigile del fuoco in futuro.
January 5, 2026
