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È finito il Giubileo della speranza, papa Leone chiude la porta santa aperta da Bergoglio – Il video

06 Gennaio 2026 - 10:31 Giulia Norvegno

Papa Leone XIV ha chiuso ufficialmente il Giubileo della speranza con la chiusura della porta santa da parte del pontefice. Alla cerimonia assisteva anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Alle 9.41 il Pontefice ha sigillato la Porta Santa che era stata aperta il 24 dicembre 2024 da papa Francesco. Prima dell’atto solenne, il Papa si è raccolto in ginocchio davanti alla soglia pronunciando parole significative: «Ci accingiamo a chiudere questa Porta Santa varcata da una moltitudine di fedeli, sicuri che il buon Pastore tiene sempre aperta la porta del suo cuore per accoglierci tutte le volte che ci sentiamo stanchi e oppressi». Tra una decina di giorni la Porta verrà nuovamente murata. Secondo le stime della sala operativa per la gestione della sicurezza dei grandi eventi della questura di Roma, circa 3mila fedeli hanno assistito alla cerimonia in piazza, con un flusso di persone in continuo aumento.

Prevost: «Cercare la pace è proteggere i più fragili»

«Quante epifanie ci sono donate o stanno per esserci donate! Vanno però sottratte alle intenzioni di Erode, a paure sempre pronte a trasformarsi in aggressione», ha detto il Papa nell’omelia ricordando i «tanti conflitti con cui gli uomini possono resistere e persino colpire il Nuovo che Dio ha in serbo per tutti. Amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino».

«Attorno a noi, un’economia distorta prova a trarre da tutto profitto. Lo vediamo: il mercato trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare – ha aggiunto il Papa – Chiediamoci: ci ha educato il Giubileo a fuggire quel tipo di efficienza che riduce ogni cosa a prodotto e l’essere umano a consumatore? Dopo quest’anno, saremo più capaci di riconoscere nel visitatore un pellegrino, nello sconosciuto un cercatore, nel lontano un vicino, nel diverso un compagno di viaggio?».

Il Papa mette in guardia dai «deliri di onnipotenza» e invita a trasformare l’umanità resistendo alle «lusinghe dei potenti». «Il Bambino che i Magi adorano è un Bene senza prezzo e senza misura. È l’Epifania della gratuità. Non ci attende nelle ‘location’ prestigiose, ma nelle realtà umili. Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle. «È bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme! La fedeltà di Dio ci stupirà ancora. Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora». Il Papa nell’omelia confida in una «!umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne». 

Sono uomini alla ricerca in un «mondo travagliato», quelli che si sono messi in cammino nel corso del Giubileo. «Che cosa hanno trovato?»: lo ha chiesto Papa Leone nel corso dell’omelia per la messa dell’Epifania. «La porta santa di questa basilica, che, ultima, oggi è stata chiusa, ha conosciuto il flusso di innumerevoli uomini e donne, pellegrini di speranza, in cammino verso la Città dalle porte sempre aperte, la Gerusalemme nuova. Chi erano e che cosa li muoveva? Ci interroga con particolare serietà – ha sottolineato il Pontefice -, al termine dell’Anno giubilare, la ricerca spirituale dei nostri contemporanei, molto più ricca di quanto forse possiamo comprendere. Milioni di loro hanno varcato la soglia della Chiesa. Che cosa hanno trovato? Quali cuori, quale attenzione, quale corrispondenza? Sì, i Magi esistono ancora. Sono persone che accettano la sfida di rischiare ciascuno il proprio viaggio, che in un mondo travagliato come il nostro, per molti aspetti respingente e pericoloso, sentono l’esigenza di andare, di cercare», ha concluso Papa Leone.

Oltre 33 milioni di pellegrini nella Capitale

Monsignor Rino Fisichella, responsabile della macchina organizzativa giubilare, ha fornito i dati definitivi durante una conferenza stampa: il Giubileo della speranza si chiude con 33 milioni 475 mila 369 pellegrini arrivati a Roma. Un bilancio che supera le previsioni iniziali elaborate dalla facoltà di sociologia di Roma Tre, che stimava 31 milioni di presenze. «La presenza dei pellegrini non ha tolto nulla a nessuno. Il Giubileo non è un investimento a perdere», ha sottolineato monsignor Fisichella, evidenziando l’impatto positivo dell’evento sulla città.

Come sono stati calcolati i numeri record

I dati sono stati raccolti attraverso diversi sistemi di rilevamento. Monsignor Fisichella ha spiegato la metodologia utilizzata: «I numeri dei pellegrini che hanno passato la Porta Santa di S. Pietro dove c’è una telecamera che conteggia le presenze. Sulla base di questo c’è una percentuale che viene fatta sulle altre basiliche: non hanno telecamere ma ci sono i volontari». Il conteggio ha tenuto conto anche delle registrazioni delle udienze e degli eventi ufficiali. Una novità di questo Giubileo è stata l’introduzione delle iscrizioni obbligatorie per tutti i partecipanti agli eventi principali, elemento che ha permesso un monitoraggio più accurato e ha fatto emergere numeri superiori alle aspettative iniziali.