La scalata svizzera dei Moretti: dal passato in Corsica al sistema per rendere i locali vip

Dal 2020 nessun controllo è stato effettuato al Constellation di Crans-Montana, teatro del rogo di Capodanno. Eppure la normativa, dal 2019, imporrebbe “annualmente” questi controlli. La magistratura «dirà quale influenza abbia avuto tale carenza nella catena di causalità che ha condotto alla tragedia», ha dichiarato il sindaco di Crans-Montana, Nicolas Féraud, spiegando che «il Comune assumerà tutte le responsabilità che la giustizia determinerà». I Moretti, gestori del locale, hanno precisato ieri che non si sottrarranno alle responsabilità. «Siamo devastati e sopraffatti dal dolore, i nostri pensieri sono costantemente rivolti alle vittime, ai loro cari che subiscono un lutto così brutale e prematuro, e a tutti coloro che stanno lottando per la propria vita», hanno scritto in una nota. E dicono di avere «piena fiducia negli inquirenti affinché facciano luce sulla vicenda e rispondano a tutte le domande», ribadendo la «piena collaborazione».
La scalata dei “corsi”
L’inchiesta dovrà chiarire le responsabilità, ma gli altri gestori della località si chiedono come mai ci sia stata così scarsa attenzione. Philippe Nicolle, gestore del Monk’is di Crans-Montana, ha mostrato a Repubblica i suoi documenti con timbri e date delle verifiche. «Siamo iper-monitorati, 140 visite all’anno per 128 tra bar e ristoranti: forse hanno saltato chi investiva di più». I corsi, così chiamato i gestori del Constellation, Jacques Moretti e Jessica Anne Jeanne Maric, hanno preso in pochi anni due ristoranti, un disco bar e uno chalet. La coppia è arrivata in zona nella primavera del 2011. Secondo quanto ricostruito da Visetti per Repubblica con dei passati da dimenticare. Jacques (di Ghisonaccia, paesino di pastori dell’Alta Corsica) era da poco uscito da una prigione dell’Alta Savoia, dove aveva imprese sul commercio di salumi tipici, formaggi e mirto. Fu condannato per un giro di prostituzione e arrestato per sequestro di persona e truffa. A Crans-Montana ci è arrivata con Jessica, conosciuta e sposata in Corsica, originaria della Costa Azzurra, con alle spalle un matrimonio e un figlio. La donna ha un buon curriculum economico: liceo ad Antibes, università internazionale nel principato di Monaco, master nel Sud del Galles e alla Business School di Montpellier.
Il sistema: affitto, ristrutturo, compro
I due prendono in gestione prima il Le Vieux Chalet, ristorante tipico a Lens, il locale, che adesso offre brace e fonduta di qualità. Il posto ingrana, con clientela facoltosa. E così decollano. Dopo la coppia acquisterà il locale e una villa poco lontana, vista Cervino dal valore di oltre 5 milioni di franchi. Nel 2015 arrivano a Crans-Montana: affittano il decadente bar Le Constellation e lo ristrutturano poi prendono in affitto la brasserie Le Petite Maison, oggi chiamato Senso, che fino a Capodanno, riporta Repubblica, serviva «hamburger gourmet con tartufo e foie gras». Lo schema oramai è consolidato: la coppia entra in affitto offrendo il doppio dei concorrenti, ristruttura il posto e infine si acquista dato che il canone costa più del mutuo. Così è diventato, due anni fa, loro Le constellation. E Repubblica riporta anche il crollo dell’impero, in fumo nel giro di pochi minuti. Le immagini e le testimonianze avrebbero individuato il figlio più grande di Jessica, avuto dall’ex marito, che da “capo staff” cerca di rompere i vetri dell’ex terrazza. La madre, ha anche i due figli di 4 anni e pochi mesi avuti con Jacques, ustionata a un braccio che scappa con la cassa del locale stretta nelle mani. Filmati che sarebbero al vaglio della procura. Chi dei gestori era presente nel giorno del rogo potrebbe rischiare anche l’omissione di soccorso.
