Crans-Montana, l’accusa a Jessica Moretti: «In fuga con la cassa durante l’incendio»

Jacques Moretti e la moglie Jessica Marin, titolari del bar-discoteca Le Constellation, sono gli unici due formalmente indagati per la strage di Capodanno a Crans-Montana, nel Cantone Vallese. Le accuse nei loro confronti sono omicidio colposo plurimo, lesioni e incendio colposi. E nei confronti di Jessica Moretti ci sono alcune testimonianze che la descrivono in fuga con la cassa durante le prime fasi della tragedia. Ci sarebbe anche un video che la ritrae, mentre le ustioni a un braccio che aveva raccontato di avere non sarebbero state provate ancora da nessun certificato medico.
I video di Crans-Montana
I filmati che la procura vallese sta acquisendo sono quelli delle telecamere interne ed esterne al bar e i video dei ragazzi durante la festa di Capodanno. I file sono in mano alla polizia della Scuola di scienza criminale dell’università di Losanna e dell’Istituto svizzero di polizia. L’obiettivo, ha spiegato il capo della polizia cantonale Frédéric Gisler, è quello di fornire ai magistrati «un documentario fedele del disastro». E potrebbe portare alla modifica delle ipotesi di reato. Finora le accuse sollevate nei confronti dei Moretti sono colpose. Ma secondo i giuristi svizzeri ci sarebbe invece spazio per contestare il dolo. Perché i titolari sapevano dei rischi connessi alle attività nel bar ma non avrebbero fatto nulla per evitarli.
Il Capodanno 2020
Per questo si concentra l’attenzione anche su filmati più vecchi. Come quello del Capodanno 2020, dove si vede Le Constellation e le bottiglie scintillanti alzate verso il controsoffitto fonoassorbente. Mentre un membro dello staff per due volte grida «Attenzione alla schiuma». Perché, secondo le accuse, proverebbe la responsabilità dei titolari e la loro conoscenza dei rischi. Le accuse porterebbero a pene fino a 20 anni di reclusione. Un altro filmato girato la notte della tragedia ritrae una cameriera con un casco nero in testa, a cavalcioni sulle spalle di un ragazzo con il volto coperto da una maschera. Si vede chiaramente che le fiamme sono state innescate dalla sua bottiglia luminosa, alzata fino a sfiorare il controsoffitto del seminterrato.
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La fuga di Jessica Moretti
Nei filmati immediatamente successive ci sono partecipanti che alzano in alto le candele pirotecniche creando un fuoco. Un altro mostra un ragazzino che cerca di spegnere le fiamme con uno straccio bianco. Nessuno vede comparire i dipendenti del locale mentre cercano di gestire l’emergenza. E poi, scrive oggi Repubblica, ci sono le testimonianze su Jessica Moretti. Per alcuni avrebbe messo in salvo la cassa e sarebbe scappata. La moglie di Jacques ha dichiarato di essere rimasta «leggermente ustionata a un braccio»: finora nessun ospedale o medico del Vallese ha esibito il certificato delle lesioni. Anche gli uomini della sicurezza rischiano l’accusa di omissione di soccorso. Al setaccio anche i filmati degli altri ristoranti dei Moretti: il Senso di Crans e Le Vieux Chalet di Lens.
I controlli
Intanto la procuratrice cantonale Béatrice Pilloud cerca di circostanziare le accuse. Subendo le critiche di chi voleva l’arresto dei due coniugi. Il comune di Crans-Montana ha delegato una ditta privata per le verifiche antincendio. Ne sono state eseguite 40 su 1.430 esercizi pubblici totali. Uno dei punti più importanti riguarda la mancanza dell’impianto antincendio, che sarebbe obbligatorio se si fa musica nel locale. In questi casi il comune rischia di essere chiamato a rispondere di concorso nei reati contestati ai gestori. E a dover pagare risarcimenti milionari alle famiglie di morti e feriti. Dalle testimonianze si scopre che anche i minorenni potevano entrare senza controlli. Sfruttando una porta laterale dotata di un codice pin.
I gestori del locale
Intanto ieri l’avvocata Annamaria Bernardini de Pace a 4 di Sera su Rete 4 ha puntato il dito contro i gestori di Le Constellation: «La verità è che una situazione di questo genere c’è la deresponsabilizzazione assoluta dei gestori, di quelli che devono fare i controlli, di quelli che hanno dato la licenza, perché non ci può essere una licenza per far ballare 400 persone laddove non sappiamo ancora quanti sono i metri quadri in tutto. Abbiamo visto le fotografie e sembrano spazi molto piccoli per 400 persone, per cui trovo assurdo che tutte queste persone responsabili non siano tenute quanto meno ai domiciliari, perché c’è la possibilità di inquinamento delle prove, c’è la possibilità di scappare, c’è la possibilità di ridurre il proprio patrimonio in tutti i modi per non dover pagare un giorno il risarcimento del danno».
