«In Ucraina un’azione militare unitaria dell’Europa»

«Noi crediamo negli Stati Uniti d’Europa. Per questo siamo per un’azione militare unitaria, sotto l’egida di un inviato speciale della Ue per l’Ucraina. Perché serve il primato della politica e delle istituzioni democratiche quando si parla di eserciti da muovere». Lo dice il vicepresidente di Italia Viva e componente del Copasir Enrico Borghi, in un’intervista a Repubblica, commentando la decisione del governo di non inviare truppe italiane in Ucraina.
Le truppe italiane in Ucraina
«C’è un’intima e profonda contraddizione tra invocare il modello dell’articolo 5 per la difesa dell’Ucraina, e poi tirarsi fuori dicendo che di questo se ne devono occupare altri», ha detto Borghi. Sottolineando che «non si può costruire una politica estera credibile sulla furbizia. Prima o poi i nodi arrivano al pettine. Se Meloni proponesse un contributo militare italiano per l’Ucraina, come stanno facendo gli altri partner europei, il governo cadrebbe», ha poi aggiunto Borghi. Sostenendo che «la Lega, in piena crisi di identità, non reggerebbe fino a quel punto». Quando la guerra in Ucraina finirà, ragiona il vicepresidente di Italia Viva, «il rischio è che ci offrano di organizzare il catering, mentre altri detteranno legge su infrastrutture, energia e difesa».
