Ordini ignorati e ricorsi: perché in Italia è difficile rimpatriare chi ha commesso reati. Ma le espulsioni sono in aumento

Il ministro Matteo Piantedosi ha difeso il dato: i rimpatri sono in aumento. Nel 2022 sono stati 4.304. L’anno successivo 4.751, nel 2024 5.414 e nel 2025 quasi 7 mila. Un aumento del 12 per cento che però stride con i killer di Aurora Livoli e del capotreno Alessandro Ambrosio, freddati da persone che potevano esser espulse dal territorio italiano. Perché è così difficile rimpatriare? Il Corriere della Sera fa un’analisi del fenomeno ed elenca le difficoltà degli agenti. Spesso l’ordine scritto e consegnato al clandestino di cade nel nulla. I diretti interessati scompaiono, diventano irreperibili, fino a un nuovo controllo e all’arresto. Alcuni non entrano nei Cpr grazie ai numerosi alias che si creano, c’è chi deve esser accompagnato nel suo paese scortato dalla polizia e questo costa e infine gli accordi bilaterali che non aiutano. Per esempio la Tunisia non accetta più di 80 persone a settimana.
I dati
È del 55 per cento l’aumento dei rimpatri forzati di clandestini sul territorio nazionale fra il 2022 e 2025. L’anno scorso i provvedimenti sono stati quasi 7 mila, in crescita rispetto ai 5.514 del 2024. Gli immigrati sbarcati in Italia l’anno scorso sono stati 66mila. Il Corriere precisa che è una cifra in linea con il 2024 e dimezzato rispetto ai 157.651 arrivi registrati nel 2023. E infine c’è un dato rimarcato ieri dal Viminale: i reati nel 2025 sono calati del 3,5 per cento. Gli stupri sono calati del 7,5%, i furti del 6%, i maltrattamenti in famiglia dell’8%, le estorsioni del 5%, le rapine del 4,5%, lo sfruttamento della prostituzione del 9%.
