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L’appello dell’ospedale Niguarda: «Servono più donazioni di pelle». Come stanno gli ustionati dell’incendio di Crans-Montana

09 Gennaio 2026 - 19:49 Alba Romano
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Le donazioni di organi sono cresciute del 5%. A calare, invece, sono quelle di tessuti, diminuite di circa un quarto. L'appello dell'assessore regionale Bertolaso

In una sola settimana, all’Ospedale Niguarda di Milano sono stati utilizzati 13 mila centimetri quadrati di pelle per curare quattro degli undici grandi ustionati rimasti feriti nella strage di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, e in cura proprio nell’ospedale lombardo. Un patrimonio salvavita che esiste solo grazie alle donazioni post mortem. E che, nonostante i progressi sulle donazioni di organi e cornee (aumentati nell’ultimo anno), rischia di non bastare più.

I dati della Banca dei tessuti

A fare un quadro della situazione è un articolo del Corriere della Sera, che mette in fila i dati dell’ultimo anno: le donazioni di organi sono cresciute del 5%, quelle di cornee addirittura del 15%. A calare, invece, sono le donazioni di tessuti, diminuite di circa un quarto. Un dato che pesa soprattutto in situazioni di emergenza come quella seguita all’incendio di Capodanno a Crans-Montana, da cui sono arrivati a Milano undici pazienti ustionati. La cute prelevata e conservata nella Banca dei tessuti serve a coprire le ferite, ridurre il rischio di infezioni e favorire la rigenerazione della pelle. Le scorte ci sono (circa 50 mila centimetri quadrati conservati a meno 80 gradi) ma devono essere continuamente rinnovate.

Bertolaso: «Aumentiamo le donazioni dopo la morte»

È in questo contesto che arriva l’invito dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, a rafforzare ulteriormente la donazione. La Lombardia, a dirla tutta, rivendica risultati migliori rispetto alla media nazionale, ma non basta. «Come Lombardia – spiega Bertolaso – siamo leader nella promozione della cultura della donazione grazie a una intensa collaborazione tra il Centro Regionale Trapianti, le associazioni di volontariato e gli uffici anagrafe dei Comuni. Tutto ciò mantiene bassi i tassi di opposizione alla donazione rispetto alla media nazionale. L’appello che faccio è quello di aumentare ulteriormente le donazioni». Da qui, dunque, il piano della regione per potenziare il sistema e attivare percorsi di donazione di organi e tessuti nelle strutture sanitarie private accreditate.

Restano in prognosi riservata i feriti di Crans-Montana

Nel frattempo, resta riservata la prognosi dei ricoverati al Niguarda provenienti da Crans-Montana. Alcuni pazienti sono in condizioni critiche, tra ustioni estese e danni polmonari dovuti all’inalazione dei fumi, che richiedono supporto respiratorio meccanico. Serviranno settimane, forse mesi, per uscire del tutto dal pericolo. Quasi tutti i feriti sono minorenni, con l’eccezione di due donne di 29 e 55 anni. Tra loro c’è Giuseppe, 16 anni, il primo ad arrivare in elicottero dalla Svizzera la notte del primo gennaio.

Foto copertina: ANSA/Niguarda | Il responsabile della Banca dei Tessuti e Terapia tissutale dell’Ospedale Niguarda, Giovanni Sesana (2S), con la sua equipe

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