Famiglia nel bosco, perché ora Catherine rischia l’allontanamento dai figli: «Atteggiamenti rigidi e non collaborativi»

Catherine Birmingham, la mamma della cosiddetta “famiglia nel bosco“, viene definita «rigida» e «non collaborativa» dai consulenti della procura, che stanno valutando un suo possibile allontanamento dalla casa protetta di Vasto dove attualmente vive insieme ai suoi figli: una femmina di 8 anni e due gemelli di 6. La sua permanenza nella struttura, rivela Il Messaggero, viene considerata un ostacolo al percorso dei figli. E i rapporti con il personale, come ha confermato di recente anche il padre Nathan Trevallion, sarebbero spesso tesi.
Nei prossimi giorni la decisione definitiva
Venerdì 9 gennaio, l’avvocata Maria Luisa Palladino, tutrice dei due bambini, ha incontrato gli assistenti sociali e i responsabili della struttura, con l’obiettivo di definire un piano educativo per i minori. Un’insegnante avrebbe dato la propria disponibilità a insegnare ai bambini nella casa protetta di Vasto, ma la decisione definitiva – comprensiva anche di un eventuale allontanamento della mamma – è stata rimandata alla prossima settimana.
Le ipotesi per l’istruzione dei figli
I due figli della coppia anglo-australiana non starebbero svolgendo alcuna attività scolastica. Lo scorso 20 novembre, sono stati collocati nella struttura di Vasto, insieme alla madre, che però vive su un piano separato e può stare con loro solo per poche ore al giorno. «Il nostro suggerimento per la scuola è pensare a una scolarizzazione parentale con i genitori e l’aiuto di qualche insegnante. Una scuola migliorata, laddove non è adeguata», spiega lo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente della famiglia.
L’«alleanza» tra genitori ed esperti
L’esperto ha confermato la propria fiducia nell’operato del Tribunale dei minorenni dell’Aquila, ma non ha risparmiato alcune critiche: «I tentativi finora messi in atto sono falliti perché credo non si sia stabilita un’adeguata alleanza fra genitori ed esperti. Il punto centrale di tutta la questione è mettere in campo strumenti per creare un’alleanza virtuosa fra i genitori e le figure professionali che con loro interagiscono».
«A rischio la salute mentale dei bambini»
Per quanto riguarda invece l’eventuale allontanamento di Catherine Birmingham dalla casa famiglia, Cantelmi aggiunge: «Ho già espresso più volte l’ipotesi che la sottrazione delle figure genitoriali, che si sono sempre mostrate affettuose e benevole nei confronti di questi bimbi, non sia esente da insidie e rischi per la salute mentale dei bambini che vogliamo proteggere. Nel colloquio che ho avuto con lei, si è mostrata empatica, disponibile e ha chiesto esplicitamente aiuto. Credo che viva una situazione di stress formidabile e non credo abbia risorse sufficienti per reggere uno stress così prolungato e doloroso».
