Ultime notizie Donald TrumpGiorgia MeloniIranUcrainaVenezuela
ATTUALITÀEx IlvaInchiestePugliaScioperiSicurezza sul lavoroSindacatiTaranto

Precipita durante un controllo all’ex Ilva di Taranto, morto operaio: scatta lo sciopero di 24 ore

12 Gennaio 2026 - 10:53 Ugo Milano
ex-ilva-precipita-operaio-taranto-impianto
ex-ilva-precipita-operaio-taranto-impianto
Secondo le prime ricostruzioni, la caduta sarebbe stata causata dal cedimento di un pavimento grigliato. Claudio Salamida, 47 anni, lascia una moglie e un figlio piccolo

Tragedia a Taranto, dove un operaio di 47 anni in servizio all’acciaieria 2 dell’ex Ilva, Claudio Salamida, è morto oggi, lunedì 12 gennaio, dopo essere precipitato dal quinto al quarto piano dell’impianto. L’uomo stava svolgendo attività di controllo delle valvole quando si è verificato l’incidente. Secondo le prime ricostruzioni, la caduta sarebbe stata causata dal cedimento di un pavimento grigliato. Sul posto sono intervenuti i responsabili della sicurezza e i sanitari, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione. Nonostante i soccorsi, il lavoratore è deceduto a causa delle gravi lesioni riportate. I funzionari dello Spesal hanno avviato gli accertamenti per chiarire la dinamica dell’accaduto e verificare il rispetto delle procedure di sicurezza.

Lo sciopero immediato di 24 ore

«A seguito dell’incidente mortale verificatosi a Taranto in Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria, le organizzazioni sindacali di Fim, Fiom, Uilm dichiarano 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali». Lo comunicano i sindacati dopo la morte del 47enne nello stabilimento ex Ilva di Taranto. «In attesa di conoscere la dinamica – concludono i sindacati – tutti i lavoratori dell’ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore». A quanto si apprende, Salamida lascia una moglie e un figlio piccolo.

Foto copertina: ANSA/LUCA ZENNARO | Immagine scattata durante una manifestazione a Cornigliano, dopo l’assemblea fuori dei cancelli della fabbrica che rischia la chiusura, Genova, 01 dicembre 2025

leggi anche