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La nuova Barbie è autistica. Lo scrittore Nicoletti: «Operazione scorretta che edulcora la realtà»

12 Gennaio 2026 - 12:30 Francesca Milano
Mattel lancia la bambola realizzata in collaborazione con l’organizzazione Autistic Self Advocacy Network

Ha gli occhi che guardano leggermente di lato, perché spesso le persone autistiche cercano di evitare il contatto visivo diretto. Ha gomiti e polsi completamente snodabili che consentono movimenti fisici ripetitivi come lo stimming (ossia l’autostimolazione) e il battito delle mani, gesti che spesso le persone autistiche compiono per esprimere entusiasmo. Ha uno spinner antistress rosa al dito, che aiuta a ridurre lo stress; indossa cuffie antirumore rosa per limitare il sovraccarico sensoriale e porta con sé un tablet con tasti di comunicazione per aiutarla nella comunicazione quotidiana.

È la nuova Barbie, ed è autistica: la Mattel l’ha creata in collaborazione con l’organizzazione Autistic Self Advocacy Network per rappresentare alcuni dei modi in cui i bambini autistici possono percepire, elaborare e comunicare con il mondo.

L’iniziativa però non è piaciuta al giornalista e scrittore Gianluca Nicoletti, padre di un ragazzo con autismo: secondo Nicoletti quella della Mattel è un’operazione che «edulcora la realtà e congela gli stereotipi». L’esperienza con il figlio Tommy, nato nel 1998, ha permesso allo scrittore di diventare un punto di riferimento in Italia per le famiglie con figli con un disturbo dello spettro autistico. Sulla sua storia con Tommy Nicoletti ha scritto tre libri: “Io, figlio di mio figlio”, “Una notte ho sognato che parlavi” e “Alla fine qualcosa ci inventeremo”. Insieme a Tommy nel 2025, ha scritto “Nel paese dove i maiali volano, i lupi galleggiano”.

«Rappresentare l’autismo attraverso questa pupattola con gli occhi strabici, con il tablet in mano e la trottolina nell’altra per insegnarlo ai bambini, mi sembra assolutamente ridicolo – ha detto il giornalista appena ha saputo della notizia della nuova bambola -. L’autismo non si insegna attraverso Barbie». Il messaggio di Nicoletti è chiaro: «Barbie rappresenta un modello finto di disabilità, un modello fashion carino, divertente, simpatico. Un’immagine di felicità, un’ilare divertente rappresentazione in cui tutti gli aspetti problematici legati alla disabilità scompaiono. L’inclusione deve passare dalla quotidianità della vita reale. Non sono belle e sorridenti tutte le persone autistiche, assolutamente. Il sorriso è la cosa più difficile che abbia una persona autistica. Questa operazione non fa altro che nascondere della disabilità gli aspetti che possono sembrare urticanti, sgradevoli e farne un’immagine edulcorata, finta».

Secondo i dati dell’ultimo rapporto pubblicato dai Centri per la Prevenzione e il Controllo delle malattie  si stima che circa 1 bambino su 68 in età scolare presenti un disturbo dello spettro autistico (ASD, dall’inglese Autism Spectrum Disorders) con una netta prevalenza maschile (4,5 maschi ogni femmina).

La nuova bambola della Mattel arriva a distanza di appena sei mesi dalla Barbie con diabete di tipo 1, che porta al braccio l’apparecchio CGM per la misurazione del livello di glucosio nel sangue, che viene comunicato costantemente all’app installata sullo smartphone della bambola.

Le prime Barbie risalgono al 1959, ma fino al 2019 non esistevano bambole con disabilità. Oggi ci sono bambole cieche, Barbie in sedia a rotelle, con sindrome di Down, protesi agli arti, vitiligine e apparecchi acustici. Esiste anche un Ken con una gamba protesica, un altro che utilizza una sedia a rotelle con rampa e uno con apparecchi acustici.

Annunciando la Barbie autistica, Jamie Cygielman, responsabile globale delle bambole per Mattel, ha detto che si tratta dell’ultima espansione dell’impegno dell’azienda per la rappresentazione e l’inclusione. «Questa Barbie – ha spiegato – contribuisce ad ampliare il significato di inclusione negli scaffali dei giocattoli e oltre, perché ogni bambino merita di vedersi in Barbie».

Secondo l’Anffas (associazione nazionale di famiglie e persone con disabilità intellettive e disturbi del neurosviluppo) si stima che in Italia Vivano circa 500.000 persone con autismo, pari a circa l’1 % della popolazione.

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