Iran, il Pd alla manifestazione il 16 gennaio a Roma. Ma il centrosinistra si divide sulla risoluzione bipartisan

Le proteste dei civili iraniani contro il regime degli ayatollah approdano in Parlamento. Oggi, 14 gennaio, in Commissione Esteri al Senato, è passata una risoluzione unitaria che condanna le violente repressioni in corso a Teheran e sostiene il popolo iraniano. Il testo, a prima firma della presidente Stefania Craxi, di Forza Italia, è stato approvato con il voto favorevole di tutti i partiti di maggioranza e di opposizione, ad eccezione del Movimento 5 Stelle, che ha scelto la via dell’astensione.
«Venerdì saremo in piazza, e il centrodestra ci sarà?»
Dal centrodestra, ma non solo, arrivano le accuse rivolte al centrosinistra di “timidezza”, nei confronti dell’Iran, per non essere scesa in piazza a sostegno dei cittadini iraniani. «Siamo sempre stati al fianco del popolo iraniano e lo faremo anche venerdì, scendendo in piazza accanto al movimento Donna Vita Libertà», spiega Giuseppe Provenzano del Pd, a Open. «Noi ci saremo, e il centrodestra ci sarà? Vedremo». La manifestazione a sostegno del popolo iraniano è stata organizzata da Amnesty International e dal movimento Donna Vita Libertà. L’evento si terrà venerdì 16 gennaio in piazza del Campidoglio, a Roma.
La sollecitazione alla partecipazione da parte del Pd, hanno spiegato alcuni parlamentari dem, è arrivata direttamente dalla segretaria Elly Schlein, ma all’iniziativa prenderanno parte anche altre forze politiche di opposizione, come Alleanza Verdi e Sinistra e Più Europa. Il Movimento 5 Stelle, al momento, non ha fatto sapere nulla al riguardo. Anche la Cgil ha comunicato la propria adesione: «Sosteniamo da sempre la lotta del popolo iraniano e quella dei sindacalisti incarcerati e perseguitati dal regime teocratico».
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La decisione del M5S
Quanto alla decisione presa dal Movimento 5 Stelle al Senato di astenersi sulla risoluzione bipartisan, a far desistere i pentastellati dal firmare è stato il mancato inserimento di un passaggio da loro richiesto. A spiegarlo è Giuseppe Conte in un post: «Avevamo chiesto una cosa semplice: mettere nero su bianco in quel testo la nostra contrarietà ad azioni militari unilaterali, condotte fuori dal quadro del diritto internazionale, che coprono altri interessi rispetto alla libertà di tanti giovani, di tanti cittadini iraniani che vogliono mettere fine alla tirannia. Ci hanno detto no». Da qui la decisione di astenersi, «pur condividendo il resto della risoluzione». Se un testo unitario dovesse essere presentato alla Camera, il Pd ci starebbe, anticipa Provenzano: «La risposta agli ayatollah non può essere una guerra di aggressione, ma qualora si aprisse la possibilità di una risoluzione comune, sarebbe un fatto positivo e la promuoveremo».
