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Gli esami di laboratorio si potranno fare anche in farmacia: dai test per i tumori a quelli per il cuore, cosa cambia dal 2026

15 Gennaio 2026 - 23:34 Alba Romano
farmacie esami laboratorio novita 2026
farmacie esami laboratorio novita 2026
Da quest'anno entra in vigore la riforma dei nuovi servizi farmaceutici. Lombardia, Lazio ed Emilia-Romagna le prime regioni a partire

Nel 2026, le farmacie diventeranno a tutti gli effetti dei centri di prevenzione sanitaria diffusi sul territorio. Con lo scattare del nuovo anno, si amplia – e di parecchio – la gamma di esami diagnostici che sarà possibile fare sotto casa, senza bisogno di recarsi in ospedali, laboratori o cliniche. Si tratta di una diretta conseguenza dell’entrata in vigore di un decreto attuativo, quello previsto dalla riforma dei «nuovi servizi farmaceutici», che punta a rivoluzionare l’assistenza sanitaria di prossimità.

I nuovi servizi offerti dalle farmacie

Fino al 2025, in farmacia si potevano eseguire solo test di autodiagnosi, come la glicemia o il colesterolo. Da quest’anno, invece, le oltre 19 mila farmacie attive in Italia potranno effettuare veri e propri esami di laboratorio, con strumenti certificati e personale formato. Ci saranno, per esempio, test ematici per ormoni, controlli della funzionalità renale ed epatica, marker cardiaci, test infiammatori e screening oncologici rapidi, come quello per il tumore della prostata (Psa) o del colon retto. Tutti i referti saranno validi ai fini clinici e disponibili anche nel fascicolo sanitario elettronico.

La svolta per i pazienti cronici

Secondo le stime di Federfarma, ogni anno vengono eseguiti circa 500 milioni di analisi di laboratorio in Italia. Di questi, almeno il 15% potrebbe essere spostato sulle farmacie. Nasce da qui, dunque, l’idea del governo di ampliare i servizi offerti dalle farmacie, così da ridurre i tempi d’attesa e rendere i controlli di routine più accessibili per tutti. Le nuove regole rappresentano una svolta soprattutto per i pazienti cronici. Chi soffre di diabete, per esempio, potrà monitorare i propri parametri in modo continuativo, con risultati immediati.

Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio le prime regioni a partire

Per quanto riguarda l’aspetto organizzativo, spetterà alle regioni definire l’elenco degli esami consentiti in farmacia e le modalità di rimborso dei costi. Le farmacie, inoltre, dovranno dotarsi di spazi riservati e apparecchiature conformi agli standard di sicurezza e di qualità previsti dalla legge, per scoraggiare la diffusione di una diagnostica “fai da te” e poco affidabile. Nei prossimi mesi, si prevede l’avvio dei primi progetti pilota in Lombardia, Emilia-Romagna e Lazio.

Foto copertina: Dreamstime/Cineberg Ug

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