Un’altra «lista degli stupri» nel bagno di un liceo a Siena, la rabbia della preside: «Mi dicano gli studenti chi è stato»

Un’altra «lista stupri», dopo quella di Roma, Modena e Lucca, è comparsa e poi rimossa all’interno di un bagno dell’Istituto tecnico “Sarrocchi” di Siena. I fatti risalgono al 14 gennaio. «Siamo venuti a conoscenza del fatto mercoledì scorso e ho fatto interdire subito quel bagno – ha detto la dirigente scolastica Cecilia Martinelli – Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e sanzionarli in maniera adeguata».
La «lista stupri» nel bagno dei maschi
Numerosi i nomi delle studentesse dell’istituto comparsi nella lista rinvenuta nel bagno degli studenti maschi, un luogo a cui potenzialmente hanno accesso tutti i ragazzi. Proprio per questo risulta difficile individuare con precisione i responsabili di quello che viene definito dalla preside come «un gesto vergognoso».
«La nostra è una scuola che conta quasi duemila persone tra studenti e personale, un piccolo paese», sottolinea la dirigente Martinelli. «In una comunità così ampia convivono realtà e sensibilità diverse. Tuttavia questo episodio non rappresenta in alcun modo gli studenti del Sarrocchi, che sono ragazzi maturi, capaci e responsabili. Si impegnano nello studio, fanno esperienze importanti per il loro futuro e rispettano le compagne: il nostro resta un istituto di eccellenza».
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La sindaca: «Gesto gravissimo e offensivo»
La sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, si è detta «profondamente colpita», e non soltanto come primo cittadino, «ma come donna e come insegnante», da un episodio, prosegue, «che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. Per questo sento il dovere di intervenire con fermezza, perché è proprio tra i banchi di scuola che si deve costruire il primo argine contro la violenza», afferma.
Per Fabio si tratta di un «gesto gravissimo e offensivo» per il quale «voglio prima di tutto esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili, non voltarsi dall’altra parte assume in questi casi la massima priorità. Nessuna parola, nessuno “scherzo” che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può essere tollerato o minimizzato – prosegue la sindaca -, soprattutto quando si tratta di nomi e persone reali. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali».
Gli studenti hanno espresso «disappunto e rammarico»
Nel pomeriggio di ieri – scrive la Nazione – era già in programma un’assemblea su altri temi, ma l’accaduto ha inevitabilmente imposto una riflessione. «È positivo che gli studenti abbiano espresso disappunto e rammarico. Se all’interno della comunità studentesca si conosce il responsabile, è giusto che venga isolato dai suoi pari e, auspicabilmente, che il suo nome emerga», conclude la preside.
Foto copertina: BEN SCHONEWILLE / DREAMSTIME | Immagine generica bagno
