«Siamo i carabinieri, le hanno clonato la targa». La nuova truffa per ripulire le case degli anziani. Come funziona e come difendersi

«Buongiorno, siamo i carabinieri: la targa della sua auto è stata clonata da una banda di rapinatori». Comincia così la nuova truffa agli anziani che parte da Napoli e che sarebbe, stando a quanto emerso finora, realizzata da una banda di veri e propri esperti capaci anche di riprodurre fedelmente buona parte dei dialetti italiani.
Cosa prevede la truffa
La truffa ha inizio con una telefonata a casa della vittima, effettuata da un finto agente delle forze dell’ordine. Il truffatore comunica che una rapina è appena stata compiuta in una gioielleria con un’auto che porta la stessa targa della vittima, sostenendo quindi la necessità di dimostrare di non essere coinvolti. A questo punto interviene un secondo complice, al quale la vittima è indotta a mostrare i gioielli custoditi in casa, così che venga verbalizzato che non fanno parte del bottino.
La rapina e la fuga coi gioielli
Il truffatore annota sui moduli le caratteristiche dei gioielli e, quando la vittima si allontana per prendere un documento da consegnare per la verbalizzazione, ne approfitta per fuggire con i gioielli. Nel frattempo, il complice resta al telefono con l’anziano, fornendo spiegazioni sul motivo per cui il “collega” si è allontanato e invitandolo a recarsi in caserma per completare i verbali. Quando la vittima si mette in auto e si avvicina alla caserma o al commissariato, il truffatore interrompe la chiamata e scompare, portando con sé i gioielli precedentemente sottratti.
Foto copertina: SOLO777/DREAMSTIME
