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Era in ferie ma lo licenziano per assenza ingiustificata, il caso del 29enne dopo il trasferimento: perché sarà risarcito

18 Gennaio 2026 - 09:54 Giulia Norvegno
ospedale natale bologna
ospedale natale bologna
Condannata l'azienda, che dovrà riconoscere 12 mensilità al lavoratore e dovrà anche riassumerlo. La decisione del tribunale del lavoro di Roma

Per l’azienda la sua assenza dal lavoro non era giustificata. Ma proprio nelle carte aziendali, un 29enne di Fiuminata, in provincia di Macerata, risultava in ferie, concordate proprio con l’azienda. L’apparente paradosso è emerso dalla sentenza del giudice del lavoro di Roma, che ha annullato il licenziamento per fatto insussistente, ordinato la reintegra del dipendente e riconosciuto 12 mensilità di risarcimento oltre ai contributi. Come racconta Il Messaggero, il giovane lavorava per Gsa Spa, società attiva nei servizi di sorveglianza antincendio in appalto anche in ambito ospedaliero con sede a Roma. Fino all’estate 2023 era impiegato a Borgo Tufico, nel Fabrianese, nell’ambito del cantiere della Pedemontana.

La versione dell’azienda sul trasferimento

Con la cessazione dell’appalto, l’azienda sostiene di aver trasferito il dipendente dal 25 settembre 2023 ai presidi ospedalieri di Ancona, in particolare a Torrette. Secondo la ricostruzione della società, proprio il 25 settembre il 29enne si sarebbe presentato a Torrette, avrebbe rifiutato di prendere servizio e si sarebbe allontanato. Da quel giorno in poi, sempre stando alla versione aziendale, non si sarebbe più presentato maturando un’assenza ritenuta ingiustificata. Sono seguiti la contestazione disciplinare e, mesi dopo, il licenziamento comunicato nel marzo 2024.

La lettera senza data e firma

In tribunale però è emerso che il trasferimento doveva essere comunicato per iscritto e in modo certo. La società ha prodotto una lettera, ma priva di data e senza prova di consegna al lavoratore. L’elemento dirimente è arrivato da una mail aziendale del 13 settembre 2023 nella quale risulta che il dipendente era stato collocato in ferie fino al 30 settembre. Nella stessa email gli si chiedeva di far conoscere, entro quella data, la sua scelta sulla possibile assegnazione a un appalto ospedaliero, senza indicare in modo definitivo né la decorrenza né la sede operativa. Non risultano provati nemmeno i tentativi di consegna a mano della comunicazione di trasferimento.

Reintegro e 12 mensilità di risarcimento

Per il giudice la situazione era fin troppo confusa per giustificare il licenziamento. Da una parte un trasferimento che l’azienda sosteneva fosse stato stabilito, dall’altra ferie in corso e una scelta rimessa al lavoratore. Il tribunale ha escluso l’assenza ingiustificata ritenendo che, senza una comunicazione chiara e verificabile del trasferimento, la mancata presenza non potesse essere imputabile al dipendente. Ha pesato anche la gestione della procedura: dopo la contestazione di fine dicembre 2023, l’azienda aveva sospeso il procedimento per poi arrivare comunque al recesso. Il giudice ha così ordinato la reintegra e il riconoscimento di 12 mensilità. Il lavoratore, assistito dagli avvocati Giovanna Sartori e Fabio Pierdominici, dopo la sentenza del 2 gennaio scorso non ha ancora deciso se rientrerà effettivamente a lavoro. E non si esclude che la vicenda possa proseguire con ulteriori contenziosi.