Bollette, ecco quanto costerà la guerra in Iran su luce e gas: le prime stime. Meloni convoca Eni e Snam, il rischio anche sui mutui a tasso fisso

Le prime stime sull’impatto energetico del conflitto in Iran arrivano da Nomisma Energia: secondo il presidente Davide Tabarelli, le bollette del gas potrebbero aumentare del 15% già dal primo aprile, mentre quelle dell’energia elettrica per i clienti vulnerabili registrerebbero un rialzo tra l’8 e il 10% nel secondo trimestre. Nei mesi successivi, prevede Tabarelli, la situazione potrebbe parzialmente stabilizzarsi: il gas si attesterebbe su aumenti tra il 5 e il 10%, l’elettricità intorno al 5% nel terzo trimestre.
Il vertice a palazzo Chigi con Eni e Snam
Intanto Giorgia Meloni ha riunito a Palazzo Chigi, per il secondo vertice consecutivo di giornata sulla crisi mediorientale, i ministri competenti insieme agli amministratori delegati di Eni, Claudio Descalzi, e di Snam, Agostino Scornajenchi. Al centro del confronto, secondo la nota di Palazzo Chigi, «la sicurezza energetica, con un’analisi dell’impatto attuale e potenziale delle ostilità sui mercati dell’energia e sull’economia», oltre alle possibili misure di contenimento che l’esecutivo potrebbe adottare nel breve e medio periodo.
Il boom ad Amsterdam sul gas
Il prezzo del gas nella mattinata del 3 marzo ha sfondato la soglia dei 60 euro al megawattora, ai massimi da agosto del 2022. Un balzo, secondo gli analisti, dovuto all’incertezza sulla durata del blocco delle esportazioni dal più grande impianto di Gnl al mondo in Qatar ed il suo impatto sulle forniture mondiali. Questo mentre la Cina, numero uno mondiale delle importazioni di gas naturale liquefatto fa pressioni per farlo ripartire e per riaprire lo stretto di Hormuz. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano il 41% a 63,49 euro al megawattora.
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Le stime di facile.it su luce e gas: chi è più esposto
Sul fronte delle famiglie, gli analisti di Facile.it hanno provato a quantificare il colpo in termini concreti. Prendendo come riferimento i consumi della famiglia tipo italiana, 2.700 kWh di energia elettrica e 1.400 SmC di gas, e le proiezioni su PUN e PSV per i prossimi dodici mesi, il conto sale a 2.593 euro annui: 166 euro in più rispetto ai 2.427 euro previsti prima dello scoppio del conflitto, pari a un incremento del 7%. Nel dettaglio, 121 euro riguarderebbero la bolletta del gas e 45 euro quella dell’elettricità. L’aggravio riguarderà esclusivamente chi ha un contratto a tariffa indicizzata. Chi ha optato per una tariffa fissa non vedrà variazioni almeno fino alla scadenza del contratto in corso.
La crescita sui carburanti e i costi in più per i camion
Effetti già visibili, seppur contenuti, anche alla pompa. Confrontando i prezzi di oggi con quelli del 23 febbraio, Facile.it registra un rialzo di circa l’1% su benzina e diesel in modalità self service. Su base annua, per un’auto con percorrenza di 10.000 km, la differenza si traduce in circa 8 euro in più sul costo totale del carburante. L’impatto è più pesante per il trasporto merci, che inevitabilmente andrà a riflettersi ancora sui prezzi al consumo: secondo le stime di Facile.it, un camion che percorre 3.000 km spenderebbe già 14 euro di diesel in più rispetto alla settimana scorsa. Aumenti più significativi potrebbero arrivare nei prossimi giorni, in funzione dell’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Sul fronte dei mutui è ancora presto per fare previsioni, ma Facile.it ricorda che in contesti di instabilità geopolitica i capitali tendono a spostarsi verso il mercato obbligazionario, comprimendo i rendimenti e, di conseguenza, potenzialmente anche i tassi fissi sui mutui.
