L’Iran minaccia l’Europa: «State fuori dalla guerra». Macron invia la portaerei De Gaulle. In fiamme il consolato Usa a Dubai – La diretta

Cresce la tensione nel quarto giorno della guerra tra Israele, Usa e Iran. Teheran prende di mira le sedi diplomatiche Usa nel Golfo: le ambasciate statunitense a Riad e Dubai sono state colpite da droni iraniani. Evacuate, invece, quelle in Iraq, Bahrein, Giordania e Kuwait. Il premier Benjamin Netanyahu ha detto che l’Iran stava costruendo siti nucleari mentre Donald Trump ha promesso una risposta all’attacco all’ambasciata. «La difesa aerea, la Marina e la leadership iraniana sono spariti», ha detto il leader americano durante un bilaterale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Nel frattempo, l’esercito di Israele è entrato in Libano, mentre l’Assemblea degli Esperti avrebbe nominato il figlio di Khamenei, Mojtaba Khamenei, come Guida Suprema. Secondo la Mezzaluna rossa iraniana citata da Al Jazeera, finora l’impatto degli attacchi americani e israeliani sull’Iran ha comportato: 153 città colpite, 504 località, 1.039 attacchi registrati e almeno 787 morti. Tutti gli aggiornamenti
Nuovo allarme a Tel Aviv, ondata di missili dall'Iran
Media: «Il figlio di Khamenei eletto nuova Guida Suprema»
L’Assemblea degli Esperti iraniana ha eletto il figlio di Ali Khamenei, Mojtaba, come nuova Guida Suprema, su indicazione delle Guardie Rivoluzionarie. Lo riporta Iran International citando fonti informate. La notizia è ripresa anche da Haaretz.
Idf: «Da sabato lanciate 4mila bombe, 300 lanciamissili disattivati»
L’aeronautica militare israeliana ha lanciato oltre quattromila bombe in attacchi contro l’Iran dall’inizio della campagna militare, iniziata quattro giorni fa, e ha disattivato circa 300 lanciamissili iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce dell’Idf, il generale di brigata Effie Defrin, in una conferenza stampa. «Oggi abbiamo superato la quantità di munizioni sganciate dalle Idf durante l’intera operazione Rising Lion», ha affermato Defrin riferendosi alla guerra di 12 giorni di giugno 2025, durante la quale vennero utilizzate circa quattromila bombe. Dall’inizio del conflitto i caccia hanno effettuato 1.600 missioni, ha sottolineato.
Cnn: «A fuoco consolato Usa a Dubai, colpito da sospetto drone iraniano»
Macron: «Portaerei Charles De Gaulle in rotta per il Mediterraneo»
Forze Gb abbattono droni sui cieli di Giordania e Iraq
Media: «Gli Emirati valutano attacchi a siti missilistici iraniani»
La Gran Bretagna invia nave ed elicotteri anti-drone in difesa di Cipro
La minaccia dei Pasdaran: «Colpiremo tutti i centri economici del Medio Oriente»
Se la campagna di bombardamenti contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele continuerà, porterà a ritorsioni contro «tutti i centri economici» in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale delle Guardie della Rivoluzione Ebrahim Jabbari. «Stiamo dicendo al nemico che se decide di colpire i nostri centri principali, colpiremo tutti i centri economici della regione», ha dichiarato il generale. «Abbiamo chiuso lo Stretto di Hormuz. Attualmente, il prezzo del petrolio è superiore a 80 dollari e presto raggiungerà i 200 dollari», ha aggiunto citato dall’agenzia Isna.
Raso al suolo il palazzo dell'Assemblea degli Eletti
Il raid israeliano e americano sulla sede dell’Assemblea degli Esperti a Qom ha colpito nel momento più delicato: secondo l’emittente israeliana Kan, i missili sono arrivati «durante una votazione del consiglio, dopo che tutti si erano riuniti per eleggere la nuova Guida suprema», successore di Ali Khamenei morto sabato scorso. Nell’edificio si trovavano 88 membri, come riferisce un funzionario della Difesa israeliano ad Axios. Le agenzie iraniane, riprese dai media internazionali, parlano di palazzo «raso al suolo», ma precisano che era stato evacuato prima dell’impatto — le immagini diffuse dalla Cnn mostrano grandi colonne di fumo levarsi dalla zona. Canali Telegram hanno segnalato morti e feriti tra i membri dell’assemblea, ma senza conferme ufficiali. Anche la sede di Teheran dello stesso organismo era già stata colpita nella serata di ieri. A chiudere il quadro, il messaggio pubblicato dal Mossad sul proprio profilo X in farsi: «Non importa chi verrà scelto oggi, il suo destino è già scritto: solo il popolo iraniano sceglierà il suo futuro leader».
Netanyahu: «In Iran azione rapida: aprirà alla pace con Paesi arabi»
«Non avremo una guerra infinita qui. Il regime terroristico è nel punto più debole da quando ha strappato l’Iran al coraggioso popolo iraniano 47 anni fa. Questa sarà un’azione rapida e decisiva». Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in un’intervista rilasciata a Fox News. «Penso che questo aprirà la strada a molti trattati di pace con altri Paesi arabi e musulmani. L’Arabia Saudita avrà molto da guadagnare. Tutti questi Paesi sono minacciati dall’Iran, vogliono che il regime cada, anche se non lo dicono pubblicamente. Se l’Iran viene rimosso, è un grande vantaggio per Riad e per questi altri Paesi».
Riprendono attacchi a Teheran: «Colpito l'edificio in cui si doveva eleggere la nuova Guida suprema»
Gli attacchi israeliani e statunitensi hanno colpito l’edificio dell’organismo che eleggerà la nuova guida suprema dell’Iran. Lo riferiscono i media iraniani. L’esercito israeliano aveva affermato poco prima di aver lanciato una serie di attacchi «su larga scala» a Teheran.
Ambasciata Usa a Riad: «Imminente attacco a Est». L'Arabia Saudita minaccia l'Iran
L’ambasciata statunitense a Riad ha avvertito di un imminente attacco nell’Arabia Saudita orientale. L’Arabia Saudita ha dichiarato di aver condannato «nei termini più forti» l’attacco iraniano che ha preso di mira l’ambasciata statunitense a Riad. In una dichiarazione, il ministero degli Esteri saudita ha criticato «l’attacco codardo e ingiustificato» e sottolinea che il raid è avvenuto nonostante abbia chiarito che «non consentirà l’uso del suo spazio aereo e territorio per colpire l’Iran». Dunque, «il regno ribadisce il suo pieno diritto ad adottare tutte le misure necessarie per proteggere la propria sicurezza, l’integrità territoriale, i propri cittadini compresa la possibilità di rispondere a un’aggressione».
Tre morti e 68 feriti negli Emirati Arabi Uniti dopo attacchi iraniani
Tre persone sono state uccise e 68 ferite negli Emirati Arabi Uniti a causa di attacchi iraniani, ha affermato il portavoce del ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, citato da al Jazeera.
Teheran avverte l'Europa: «Ogni azione militare è atto di guerra»
«L’Iran lo considera un atto di guerra e una complicità con gli aggressori». Così il portavoce del ministero degli Esteri iraniani Esmail Baghaei si è espresso riferendosi alle dichiarazioni di Germania, Francia e Gran Bretagna su possibili «azioni difensive» contro i missili iraniani sulle proprie basi nei paesi del Golfo. Lo riporta Irna.
«Gli europei hanno adottato – afferma Baghaei – approcci ‘contraddittori’ riguardo alla guerra in corso. Dovrebbero abbandonare tale indifferenza, poiché le conseguenze di qualsiasi violazione della legge e della guerra sono un incendio che presto si estenderà ai paesi europei e al mondo».
Aiea: no fughe radioattive a Natanz
L’Aiea ha confermato danni agli edifici di ingresso all’impianto sotterraneo di arricchimento del combustibile di Natanz (Fep) in Iran. «Non sono previste conseguenze radiologiche e non sono stati rilevati ulteriori impatti sull’impianto stesso, gravemente danneggiato durante il conflitto di giugno», si legge in un post dell’agenzia delle Nazioni Unite. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha dichiarato che le ultime immagini satellitari mostrano alcuni recenti danni agli edifici d’ingresso dell’impianto sotterraneo di arricchimento nucleare di Natanz in Iran. Lo riporta Iran International. L’agenzia ha affermato di non prevedere conseguenze radiologiche e di non aver rilevato ulteriori impatti sulla struttura stessa, che è stata gravemente danneggiata durante il conflitto di giugno.
L'Iran agli europei: non unitevi alla guerra
In una dichiarazione rilasciata oggi, il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito gli Stati europei a non unirsi alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
La Mezzaluna Rossa: 787 vittime in Iran
Il bilancio delle vittime degli attacchi di Stati Uniti e Israele in Iran è salito a 787: lo afferma la Mezzaluna Rossa iraniana.
Borse, Europa e Asia in caduta libera
Le Borse europee sono in caduta libera mentre si guarda agli sviluppi della guerra in Medio Oriente. I mercati valutano gli impatti sulla crescita economica globale, dopo il balzo di petrolio e gas. In tensione i titoli di Stato del Vecchio continente. Tra i listini è maglia nera Milano (-3,8%). Pesanti anche Madrid (-3,2%), Francoforte (-2,8%), Parigi (-2,2%) e Londra (-2%). In picchiata i future di Wall Street dove il Nasdaq 100 cede il 2% e lo S&P 500 l’1,6 per cento. Chiusura pesante per tutta l’Asia. In profondo rosso Tokyo (-3,06%). Sui mercati valutari lo yen è tornato a deprezzarsi sul dollaro, a 157,20, ed è poco mosso sull’euro a 183,40. Crolla Seul (-7,2%). Pesanti anche Hong Kong (-1,1%), Shanghai (-1,4%), Shenzhen (-3,2%) e Mumbai (-1,2%).
L'operazione di terra del Mossad
Secondo Al-Arabiya Israele ha condotto un’operazione di terra in Iran la scorsa notte, utilizzando il Mossad e le forze speciali. Intanto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie, Mohammad Ali Naeini, ha affermato oggi che 650 soldati americani sono stati uccisi o feriti durante i primi due giorni della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. «I nostri missili e droni hanno ripetutamente preso di mira il quartier generale della Quinta Flotta della Marina statunitense in Bahrein», ha dichiarato, citato da Mehr. «Tra le vittime americane figurano 160 soldati, uccisi durante gli attacchi iraniani contro questa struttura militare. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inflitto gravi danni alla nave di supporto USNS MST con il lancio di missili. Inoltre, quattro missili da crociera sono stati lanciati contro la portaerei USS Abraham Lincoln, che successivamente si è ritirata verso l’Oceano Indiano sudorientale», ha concluso.
La successione di Khamenei
«L’elezione del nuovo leader», dopo l’uccisione della Guida Suprema dell’Iran Ali Khamenei durante le operazioni di Usa e Israele nella Repubblica Islamica, non sarà «una procedura che andrà avanti per “un periodo lungo». Lo ha detto Ali Moallemi, che siede nell’Assemblea degli Esperti, in dichiarazioni riportate dall’agenzia iraniana Isna.
L’Assemblea degli Esperti, con i suoi 88 componenti, è al centro della complessa procedura per la successione. Domenica in un’intervista ad al-Jazeera il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, diceva che l’Iran avrebbe potenzialmente potuto scegliere il successore di Khamenei – ucciso sabato scorso – in «uno o due giorni».
I funerali delle vittime della scuola di Minab
Migliaia di persone hanno partecipato oggi al funerale per le vittime del bombardamento che ha colpito una scuola elementare nella città di Minab, nel sud dell’Iran. Secondo la televisione di Stato di Teheran sono morte almeno 165 persone, tra le quali molti alunni, in particolare bambine. Durante le esequie, riferiscono sia media locali sia l’emittente del Qatar Al Jazeera, da un palco una donna ha detto di essere la madre di Atena e ha mostrato immagini e ritratti definendoli «un documento dei crimini americani». Alcuni dei partecipanti hanno intonato slogan come «morte all’America», «morte a Israele» e, anche, in riferimento ai bombardamenti avviati sabato da Washington e Tel Aviv, «nessuna resa». I filmati dei funerali sono stati trasmessi anche dall’emittente iraniana in lingua inglese Press Tv. Nel suo servizio si riferisce di almeno 168 «martiri bambini».
Trump: gli Usa possono combattere per sempre
Gli Stati Uniti non hanno alcun problema di munizioni nella guerra contro l’Iran, possono combattere per sempre. Lo ha assicurato Donald Trump in un post su Truth social, mentre da giorni viene sollevato questo problema, che riguarderebbe anche Israele. «Le scorte di munizioni degli Stati Uniti, per quanto riguarda il grado medio e medio-alto, non sono mai state così elevate o migliori», ha rivendicato il presidente. «Come mi è stato detto oggi, abbiamo una scorta praticamente illimitata di queste armi. Le guerre possono essere combattute ”per sempre”, e con grande successo, usando solo queste forniture (che sono migliori delle armi più raffinate di altri paesi!)».
«Per quanto riguarda la fascia più alta, abbiamo una buona scorta, ma non siamo dove vorremmo essere. Molte altre armi di alta qualità sono immagazzinate per noi in paesi periferici. Sleepy Joe Biden ha speso tutto il suo tempo e i soldi del nostro Paese, dando tutto a P.T. Barnum (Zelensky!) – del valore di centinaia di miliardi di dollari. E, mentre ha regalato così tanto del materiale di altissima qualità (GRATIS!), non si è preoccupato di rimpiazzarlo», ha quindi accusato Trump. Che poi ha concluso: «Fortunatamente, ho ricostruito l’esercito nel mio primo mandato, e continuo a farlo. Gli Stati Uniti sono riforniti e pronti a vincere, alla grande!!».
Usa: via il personale da Iraq, Bahrein e Cisgiordania
Il dipartimento di Stato Usa ha ordinato la partenza di tutto il suo personale diplomatico non urgente dalle ambasciate in Iraq, Giordania e Bahrein, al quarto giorno dell’attacco americano-israeliano all’Iran, che continua a rispondere anche i siti statunitensi nella regione, come avvenuto nella notte con l’ambasciata americana a Riad. In un messaggio su X, il dipartimento di Stato ha dichiarato di aver aggiornato i suoi avvisi di viaggio per il Bahrein e la Giordania «per riflettere l’ordine dato al personale non urgente del governo americano e ai membri delle loro famiglie di lasciare questi paesi”. In un altro avviso aggiornato per l’Iraq, il ministero afferma di aver «ordinato ieri al personale non urgente del governo americano di lasciare l’Iraq per motivi di sicurezza».
Israele: attacco simultaneo contro Iran ed Hezbollah
«L’Idf sta attualmente conducendo attacchi simultanei a Teheran e Beirut. L’Aeronautica Militare israeliana ha avviato attacchi mirati contro obiettivi militari del regime terroristico iraniano e dell’organizzazione terroristica Hezbollah». Lo fa sapere l’esercito israeliano su Telegram. «Un aereo dell’Aeronautica Militare israeliana ha colpito e smantellato una cellula di agenti del sistema di difesa aerea del regime terroristico iraniano mentre tentavano di azionare sistemi contro l’Idf – scrive Tsahal – L’Aeronautica Militare israeliana continua a colpire i lanciatori di missili balistici iraniani e i siti di lancio che prendono di mira i velivoli dell’Aeronautica Militare israeliana. L’Idf non permetterà al regime terroristico iraniano di colpire i velivoli dell’Aeronautica Militare israeliana e continueranno a colpire i tentativi di armare i lanciamissili. L’Aeronautica Militare israeliana continua a colpire siti di lancio di missili, lanciamissili e missili balistici», conclude il comunicato.
L'esercito Usa: distrutti posti di comando Irgc
L’esercito statunitense ha affermato di avere distrutto posti di comando, basi di lancio di missili e droni e difese aeree del Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica (Irgc) in Iran. «Le forze statunitensi hanno distrutto le strutture di comando e controllo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, le capacita’ di difesa aerea iraniane, basi di lancio di missili e droni e aeroporti militari durante operazioni prolungate. Continueremo a intraprendere azioni decisive contro le minacce imminenti poste dal regime iraniano», ha scritto il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.
Iran: Russia e Arabia Saudita chiedono la fine immediata delle ostilità
Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud hanno chiesto la fine immediata delle ostilità in Medio Oriente, come riferito dal ministero degli Esteri russo in una nota sul suo sito web, riportata da Interfax. «Il ministro degli Esteri russo Lavrov e il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saudhanno parlato telefonicamente il 2 marzo. I ministri hanno scambiato opinioni sulla situazione in Iran a seguito dell’aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran», fa sapere Mosca in una nota. Russia e Arabia Saudita chiedono «la fine immediata di qualsiasi ostilità e misure urgenti per prevenire attacchi contro civili e infrastrutture civili sia in Iran che nei paesi limitrofi», si legge. Le parti hanno inoltre riconosciuto «le conseguenze imprevedibili che l’escalation senza precedenti del conflitto potrebbe avere per l’intera regione». E «hanno espresso preoccupazione per i rischi che paesi terzi, in primo luogo gli stati arabi del Golfo Persico, vengano coinvolti nel conflitto».
I pasdaran: attacco riuscito alla base Usa in Bahrein
I pasdaran affermano di aver effettuato questa mattina un «massiccio attacco con droni e missili» contro una base aerea statunitense nella zona di Sheikh Isa, in Bahrein. Lo riporta Al Jazeera. Avrebbero lanciato 20 droni e tre missili, «distruggendo l’edificio principale del comando e del quartier generale della base aerea statunitense e incendiando i serbatoi di carburante». Non ci sono stati commenti immediati dal Bahrein.
L'Arabia Saudita: otto droni intercettati
Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver intercettato otto droni nei pressi della capitale Riyadh e della città di Al-Kharg (o Al-Kharj), nell’Arabia Saudita centrale. «Otto droni sono stati intercettati e distrutti nei pressi delle città di Riyadh e Al-Kharg», ha scritto il maggiore generale Turki al-Malki, portavoce del ministero, su X.
L'Australia: colpita una nostra base
L’Australia afferma che l’Iran ha colpito una base utilizzata dalle sue truppe vicino a Dubai. Il Ministro della Difesa australiano Richard Marles ha affermato che le forze iraniane hanno colpito la base aerea di Al Minhad, dove sono di stanza le truppe australiane, la prima notte del conflitto. Ha affermato che tutti i soldati australiani sono «al sicuro e presenti» e che circa 100 di loro sono di stanza in Medio Oriente. La maggior parte di loro ha sede negli Emirati Arabi Uniti, ha aggiunto.
Netanyahu: l'Iran costruiva siti nucleari
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l’Iran stava costruendo nuovi siti per armi nucleari che sarebbero stati impossibili da attaccare nel giro di pochi mesi, rendendo urgente l’attacco al Paese. «Hanno iniziato a costruire nuovi siti, nuovi luoghi, bunker sotterranei, che avrebbero reso immuni i loro programmi di missili balistici e di bombe atomiche nel giro di pochi mesi», ha dichiarato Netanyahu a Fox News. «Se non si interviene ora, non si potrà intervenire in futuro». Netanyahu ha anche affermato che «l’Iran grida ‘Morte all’America’ e ‘Morte a Israele’ da anni. Gli iraniani hanno bombardato le ambasciate statunitensi, hanno tentato due volte di assassinare Trump, hanno ucciso i propri cittadini e hanno dispiegato una rete terroristica. Questo è un regime impegnato a danneggiare l’America», ha aggiunto. «Era imperativo agire subito e avevamo bisogno di un nuovo alleato come Trump per farlo. Dovevamo agire subito, altrimenti l’Iran avrebbe ottenuto l’immunità».
L'attacco all'ambasciata Usa
L’ambasciata statunitense in Arabia Saudita è stata attaccata da due droni presumibilmente collegati all’Iran, ma non sono stati segnalati feriti, hanno riferito alla Cnn fonti. Il ministero della Difesa saudita ha confermato che l’ambasciata statunitense a Riyadh è stata attaccata da due droni, causando un «piccolo incendio e lievi danni all’edificio». In seguito il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) dell’Iran ha dichiarato di aver avviato le operazioni per distruggere i centri politici americani nella regione. «L’esplosione all’ambasciata di Washington a Riyadh, la capitale dell’Arabia Saudita, e’ un passo in questa direzione», ha scritto l’Irgc su Telegram.
