Bombole “sbagliate” e permessi mancanti: cosa non torna nella morte dei sub alle Maldive

Le autorità delle Maldive puntano sull’immersione a una profondità maggiore del consentito per spiegare la morte dei cinque sub italiani a Devana Kandu nell’atollo di Vaavu. Secondo Mohamed Hussain Shareef, portavoce principale dell’ufficio del Presidente delle Maldive, il governo aveva rilasciato al gruppo solo il permesso necessario per la ricerca sui coralli molli. L’entrata delle grotte si trova a quasi 50 metri. Per visitarle servono bombole specifiche e miscele come il trimix (ossigeno, azoto, elio). Che però i sub non avevano. Intanto da Genova il professor Giorgio Bavestrello, preside della scuola di scienze matematiche, fisiche e naturali, dice a Repubblica che la missione «era autorizzata dall’Università solamente per le attività di snorkeling e per lo studio delle barriere coralline. Poi è normale che durante le missioni ufficiali si possano anche intraprendere iniziative personali, come l’immersione in questione in acque profonde».
Il piano di immersione
Ieri il portavoce del governo che del gruppo soltanto tre avevano permessi scientifici per fare ricerca oltre i 50 metri di profondità. Ovvero Monica Montefalcone, Muriel Oddenino e Federico Gualtieri. Chi non lo avrebbe avuto era la figlia di Montefalcone, Giorgia Sommacal, mentre secondo Albatros Tour Boat per il capobarca Gianluca Benedetti, essendo guida, «non serviva». Per questo oggi si cerca il piano di immersione. Che si scrive prima delle immersioni con il dive master o la guida che descrivono cosa si andrà a fare, spiegando la discesa, i tempi di permanenza, quelli di risalita e di decompressione. E poi: mancava il trimix e avevano bombole a 12 litri e ad aria. La Albatros Top Boat che offre la logistica per le attività di ricerca ha dichiarato di non aver autorizzato e di non sapere di immersioni a 50 metri.
«Non sapevamo delle immersioni»
Per questo però non si capisce perché Benedetti sia sceso con gli altri. Montefalcone e Oddenino avevano scritto paper scientifici sui coralli presenti nel mesofotico, zona oltre i 30-40 metri dove con poca luce crescono formazioni coralligene diverse dalla superficie. «Quello che non sapevamo era che si trattava di immersioni in grotta», ha detto Shareef secondo quanto riporta Reuters. «Perché, come i subacquei sanno bene, è una disciplina molto diversa, con le sue sfide e i suoi rischi specifici, e soprattutto a quella profondità, ci sono innumerevoli cose che sarebbero potute andare storte». Il marito di Montefalcone Carlo Sommacal ha dichiarato in alcune interviste ai media italiani che sua moglie non avrebbe mai messo a rischio sua figlia o altri. L’ha descritta come «una delle migliori subacquee al mondo», con circa 5 mila immersioni all’attivo, «sempre coscienziosa» e «mai imprudente».
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La grotta
«Mi dispiace, non ero lì e non sono un esperto, e da quello che vedo e leggo, nemmeno gli esperti hanno risposte definitive, ma si limitano a formulare ipotesi, molte ipotesi», ha detto Sommacal a Reuters in un messaggio WhatsApp. Il piano di recupero prevede di recuperare due corpi martedì e gli altri due mercoledì. L’organizzazione no-profit Divers Alert Network Europe, che sta guidando la missione, ha affermato che i suoi subacquei esperti hanno dovuto utilizzare sistemi tecnici avanzati, inclusi i rebreather a circuito chiuso che riciclano il gas respiratorio espirato, per localizzare i corpi.
Shafraz Naeem, un veterano delle immersioni maldiviane che ha esplorato il sistema di grotte di Devana Kandu oltre 30 volte con un permesso di esplorazione profonda e che ora collabora con le forze armate e la polizia del paese, ha affermato che l’ingresso della grotta si trova a circa 55 metri di profondità e che la luce raggiunge solo la prima camera, dopodiché è buio pesto.
Cosa succede nelle immersioni
Gli esperti affermano che, man mano che un subacqueo scende in profondità, la pressione intorno a lui aumenta, il che significa che ogni respiro fornisce più ossigeno ai polmoni e al flusso sanguigno, anche se respira aria normale. Se l’esposizione è troppo elevata o dura troppo a lungo, l’ossigeno inizia a sovrastimolare il sistema nervoso centrale e a danneggiare i tessuti. Il gestore dell’imbarcazione MV Duke of York, Abdul Muhsin Moosa, ha affermato che la nave era in possesso dell’autorizzazione per immersioni ricreative fino a 30 metri di profondità.
Il limite di 30 metri
«Stiamo condividendo questi dettagli anche con il governo», ha aggiunto, precisando che i subacquei sono stati informati al loro arrivo a bordo sui limiti di immersione ricreativa alle Maldive e sul fatto che non è consentito superare i 30 metri di profondità. Per le immersioni ricreative fino a 30 metri, l’aria normale è compressa con il 21% di ossigeno e il 79% di azoto, ma per le immersioni più profonde il contenuto di ossigeno deve essere superiore al 32%. Per profondità che raggiungono almeno i 50 metri, si raccomanda ai subacquei di utilizzare almeno due bombole di aria.
«La verità è sempre la stessa: mia moglie non era certo una irresponsabile. E mai avrebbe messo in pericolo mia figlia Giorgia, che sicuramente amava più di ogni altra cosa. Adesso mi interessa solo riportarle a casa», dice oggi Sommacal a Repubblica. Si tratta di aspetti che potrebbe approfondire anche la procura di Roma, che ha aperto un’indagine sul disastro. A differenza di altri familiari delle vittime, per ora Sommacal non ha nominato un avvocato: «Non capisco a cosa mi serva. Certo se un giorno le autorità dovessero individuare delle responsabilità da parte di qualcuno, che so nelle bombole, mi porrò il problema».

