Disastro Trump, bocciato su guerra, carovita e immigrazione. I sondaggi in vista delle elezioni di midterm: di cosa hanno paura ora i repubblicani

Il vento sta cambiando per Donald Trump? A pochi mesi dalle elezioni di midterm, il presidente americano si trova ad affrontare uno dei momenti più difficili del suo mandato. I sondaggi registrano un crollo dei consensi su quasi tutti i temi chiave, dall’economia alla politica estera, dal costo della vita all’immigrazione. E il timore, tra i repubblicani, è che il malcontento possa trasformarsi in una pesante sconfitta elettorale. La fotografia arriva dagli ultimi rilevanti del New York Times/Siena University, che mostrano un’opinione pubblica sempre più critica nei confronti di Trump.
La gestione dei conflitti internazionali
Il dato più netto riguarda la guerra in Iran. Per il 65% degli americani ha sbagliato a decidere di attaccare Teheran. Anche sulla gestione del conflitto israelo-palestinese prevale la bocciatura. Solo il 31% approva la linea dell’amministrazione, mentre il 62% la disapprova. Ancora più pesante il giudizio sull’economia: appena il 33% degli intervistati promuove la gestione economica del presidente, contro il 64% che la considera negativa.
Il costo della vita e l’immigrazione
Ma è soprattutto il costo della vita a rappresentare il vero punto debole della Casa Bianca. Soltanto il 28% approva l’operato di Trump su inflazione e prezzi, mentre il 69% esprime un giudizio contrario. Numeri che riflettono la crescente pressione economica avvertita dalle famiglie americane. L’unico ambito in cui Trump mantiene risultati relativamente migliori è quello dell’immigrazione. Anche qui, però, il bilancio resta negativo: il 41% approva la sua gestione, mentre il 56% la disapprova. E alla domanda sul modo in cui sta svolgendo il ruolo di presidente, il 37% degli americani esprime un giudizio favorevole contro il 59% che si dichiara contrario.

Crollano i consensi dal giorno dell’insediamento
Il trend generale conferma una perdita di consenso costante. La media aggregata dei sondaggi nazionali mostra, infatti, un progressivo deterioramento dell’indice di gradimento presidenziale nei mesi successivi all’insediamento. Oggi – precisa il New York Times – l’approvazione si ferma al 38%, mentre la disapprovazione tocca il 60%, uno dei divari più ampi registrati negli ultimi anni per un presidente in carica.
Le preoccupazioni dei Repubblicani
Numeri che alimentano la preoccupazione del partito Repubblicano in vista delle elezioni di midterm, storicamente difficili per il partito del presidente in carica. I democratici vengono dati favoriti per la riconquista della Camera e, secondo alcuni osservatori, potrebbero persino tornare competitivi per la maggioranza al Senato, uno scenario che fino a pochi mesi fa appariva improbabile. La Casa Bianca, però, non sembra intenzionata a lasciare campo libero.
L’amministrazione Trump starebbe valutando una serie di strategie per tentare di influire sull’esito: dal ridisegno dei collegi in chiave favorevole ai repubblicani fino a modifiche delle regole sull’accesso al voto. Tra le ipotesi più controverse, anche un maggiore dispiegamento di agenti dell’Ice nelle aree elettorali più sensibili – una misura che secondo i critici potrebbe scoraggiare parte dell’elettorato delle minoranze dal recarsi ai seggi per timore di controlli o retate – e possibili interventi sui sistemi elettronici di voto nei collegi considerati decisivi.

Foto copertina: ANSA/MAXIM SHEMETOV/POOL | Donald Trump in Cina da Xi Jinping, 14 maggio 2026

