Trump: «Ho sospeso l’attacco all’Iran che era in programma domani, sono in corso negoziati seri». A dissuaderlo i paesi arabi – La diretta

Donald Trump ha annunciato la sospensione dell’attacco all’Iran previsto per martedì, spiegando che sono in corso «colloqui seri» che potrebbero aprire la strada a un accordo diplomatico. In un messaggio pubblicato su Truth, il presidente americano ha però ribadito che gli Stati Uniti restano pronti a intervenire militarmente contro Teheran «con preavviso immediato» qualora non si arrivi a un’intesa ritenuta soddisfacente.
La decisione arriva dopo le pressioni diplomatiche di Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita, convinti che i negoziati possano ancora sfociare in un accordo accettabile sia per Washington sia per gli altri Paesi della regione.
Trump ha inoltre indicato come punto imprescindibile dell’eventuale intesa il divieto assoluto per l’Iran di dotarsi di armi nucleari. L’annuncio riflette anche il malcontento della Casa Bianca per il perdurare dello stallo nei negoziati e per la nuova proposta iraniana articolata in 14 punti, giudicata insufficiente dall’amministrazione americana.
Nell’ottantesimo giorno della Guerra del Golfo tra Usa, Israele e Iran il presidente degli Stati Uniti aveva iniziato la giornata, condividendo su Truth una mappa con frecce che puntano verso l’Iran. Il presidente ha anche visto i suoi consiglieri per la sicurezza subito dopo il ritorno dalla Cina. Intanto, Israele fa sapere che alcune armi Usa provenienti dalla Germania sono arrivate nel paese in vista di una possibile ripresa degli attacchi. E il prezzo del gas torna a salire.
Trump: «Rimandato l'attacco all'Iran per un po'. Si spera per sempre»
«Ho rimandato» l’attacco all’Iran «per un po’. Si spera, forse per sempre». Lo ha detto Donald Trump nel corso di un evento alla Casa Bianca.
Trump sostiene di aver bloccato un attacco imminente contro l'Iran
Donald Trump annuncia di aver sospeso il «pianificato attacco all’Iran», in programma domani su richiesta dell’Emiro del Qatar, del principe ereditario dell’Arabia Saudita e del presidente degli Emirati Arabi Uniti. «Ho impartito istruzioni al Segretario alla Guerra, Pete Hegseth, al Capo dello Stato Maggiore Congiunto, Generale Daniel Caine, e alle Forze Armate degli Stati Uniti, affinché non venga eseguito l’attacco contro l’Iran programmato per domani», ha scritto sul suo social Truth.
Il presidente Usa sostiene che «sono ora in corso seri negoziati» che porteranno ad un «accordo che risulterà pienamente accettabile per gli Stati Uniti d’America, così come per tutti i Paesi del Medio Oriente e oltre».
Il petrolio chiude in rialzo
Il petrolio chiude in forte rialzo al Nymex di New York, sostenuto dalle tensioni geopolitiche e dalle incertezze legate ai negoziati tra Stati Uniti e Iran. I mercati temono infatti un possibile aggravarsi del conflitto dopo lo stallo nei colloqui diplomatici.
A fine seduta il Brent supera i 112 dollari al barile, con un progresso del 2,57%, mentre il Wti sale a 108,8 dollari, guadagnando il 3,25%.
Pezeshkian: dialogo non significa resa
Il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, afferma che Teheran «ha avviato il dialogo con dignità, autorevolezza e nel rispetto dei diritti della nazione». «E in nessuna circostanza rinuncerà ai diritti legali del popolo e del Paese», ha scritto il Presidente iraniano. «Serviremo il popolo con logica e con tutte le nostre forze, fino alla fine, e salvaguarderemo gli interessi e l’onore dell’Iran».
Trump non vuole concessioni: «L'Iran sa cosa accadrà a breve»
Donald Trump sostiene di non esser aperto a nessuna concessione nei confronti di Teheran. Lo ha detto lo stesso presidente in un’intervista al New York Post, aggiungendo che l’Iran sa «cosa accadrà a breve». Alla domanda sulla sua precedente apertura a un possibile congelamento ventennale delle attività di arricchimento dell’uranio, il presidente ha risposto in modo netto: «Non sono aperto a nulla in questo momento», senza aggiungere ulteriori dettagli.
Axios: «Per gli Usa, insufficiente la proposta dell'Iran. Rischio ripresa della guerra»
Gli Stati Uniti ritengono «insufficiente» la proposta di Teheran: non rappresenta un miglioramento significativo per arrivare a un accordo. Lo riporta Axios citando un funzionario americano, secondo il quale il rischio è quello di una ripresa della guerra: «Non stiamo facendo progressi», ha detto. Il documento non contiene impegni dettagliati in merito alla sospensione dell’arricchimento dell’uranio nè della consegna delle scorte esistenti. Il funzionario ha quindi aggiunto che non ci sarà nessuna revoca delle sanzioni a titolo gratuito e senza un’azione reciproca da parte dell’Iran. Sempre secondo Axios, Trump riunirà domani la sua squadra per la sicurezza nazionale nella Situation Room: valuteranno le opzioni militari.
Media: «Teheran apre a un lungo stop del programma nucleare, uranio in Russia»
Secondo alcune indiscrezioni riportate da Al Arabiya, Teheran, nel suo piano di pace in 14 punti consegnato agli Usa attraverso il Pakistan, sarebbe pronto a congelare per un periodo il suo programma nucleare anziché uno smantellamento completo, a condizione che l’uranio altamente arricchisto, circa 400 kg, venga trasferito in Russia anziché negli Stati Uniti. Per quanto riguarda i risarcimenti, stando alle indiscrezioni, l’Iran ha fatto marcia indietro, chiedendo invece concessioni economiche, scrive il media arabo.
Iran propone lunga tregua e riapertura di Hormuz
Nella nuova bozza di accordo inviata dall’Iran agli Stati Uniti tramite il Pakistan, Teheran ha chiesto una nuova tregua articolata in più fasi. Lo rivelano al Arabiya e al Hadath, che hanno avuto accesso alla bozza. L’Iran ha richiesto inoltre un definizione dell’eventuale intesa con modalità che permettano di «salvare la faccia», proponendo una riapertura graduale e sicura dello Stretto di Hormuz, con Pakistan e Oman come garanti in caso di tensioni.
Media Iran: da Usa proposta una deroga alle sanzioni sul petrolio in cambio di Hormuz
Gli Stati Uniti hanno proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano in cambio di un accordo di pace e della riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo riporta l’agenzia di stampa ufficiale iraniana Tasnim, che cita una fonte vicina ai negoziati. L’offerta non è ancora stata confermata e non entrerà in vigore fino al raggiungimento di un accordo definitivo tra i due Paesi. L’ha ripreso il Guardian.
Media: «Il Pakistan schiera aerei da guerra e 8mila soldati in Arabia Saudita»
Come previsto da un patto di difesa specifica, il Pakistan ha schierato 8mila soldati, uno squadrone di aerei da combattimento e un sistema di difesa aerea in Arabia Saudita. Lo riporta Reuters, aggiungendo che il dispiegamento è stato confermato da funzionari della sicurezza e fonti governative, che hanno parlato di «una forza operativa destinata a supportare l’esercito di di Riyadh qualora il regno dove subire ulteriori attacchi». Reuters sottolinea che i dettagli del patto di difesa reciproca sono segreti, ma obbliga Pakistan e Arabia Saudita a difendersi vicendevolmente in caso di attacco.
Con la guerra in Iran, gli americani hanno speso 40 miliardi in più per la benzina
Da quando è iniziata la guerra in Iran gli americani hanno speso 40 miliardi di dollari in più per la benzina. Lo comunica la Brown University: il conflitto è costato finora 316 dollari a famiglia negli Stati Uniti, contando solo le spese per il carburante. Jeff Colgan, professore della Brown University, ha affermato al Financial Times: «Potremmo spendere questo egregio ammontare in altri modi costruttivi, come migliorare le infrastrutture americane».
Pasdaran: «Abbiamo attaccato terroristi legati agli Usa e a Israele»
In un comunicato le forze terrestri delle Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver attaccato «gruppi anti-rivoluzionari e terroristici, affiliati agli Stati Uniti e al regime sionista» stanziati nel nord dell’Iraq. I gruppi, si legge nella dichiarazione ripresa dall’agenzia Tasnim, «miravano a trasferire in Iran un grande carico di nuove armi americane, ma sono stati fermati a Baneh, nella provincia iraniana del Kurdistan. Un gran carico di armi è stato confiscato». La nota si chiude con un avvertimento: «Tutti i mercenari e i loro sostenitori saranno affrontati con decisione e riceveranno una risposta di cui si pentiranno».
Media Iran: «La nuova proposta in 14 punti si concentra sulla fine della guerra»
La nuova proposta consegnata dall’Iran agli Usa attraverso il Pakistan è in 14 punti e si concentra sulla fine della guerra: lo scrive l’agenzia di stampa semi-ufficiale iraniana Tasnim citando una fonte vicina ai negoziati.
Merz condanna l'Iran e mette in guardia da attacchi a impianti nucleari
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz è intervenuto su X sulla guerra in Medio Oriente: «Condanniamo con asprezza i nuovi attacchi iraniani agli Emirati arabi uniti e altri partner». «Gli attacchi a impianti nucleari sono una minaccia per la sicurezza delle popolazioni di tutta la regione. Non si deve arrivare a una nuova escalation», ha aggiunto.
Teheran annuncia: creato un organismo che gestirà lo Stretto di Hormuz
L’Iran ha creato un organismo incaricato di gestire lo Stretto di Hormuz. L’ente si chiama Autorità dello Stretto del Golfo Persico. Lo Stretto di Hormuz attualmente è stato chiuso da Teheran, che intende imporre un pedaggio alle navi per l’attraversamento. Lo ha annunciato il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale dell’Iran.
Pezeshkian: «Proseguire dialogo con dignità, vogliamo combattere per sempre?»
Teheran: «Abbiamo risposto all'ultima proposta Usa»
Tre petroliere iraniane superano il blocco a Hormuz
Tre petroliere iraniane sono state aggiunte alla capacità di stoccaggio dell’Iran dopo aver superato il blocco navale statunitense nello Stretto di Hormuz, si legge in un rapporto dell’agenzia Fars, che aggiunge: «Gli Stati Uniti hanno affermato che la capacità di stoccaggio di petrolio dell’Iran sull’isola di Kharg è terminata, ma la società di intelligence marittima Tanker Trackers aveva dichiarato che l’Iran ha più di un mese di tempo prima che tale capacità si esaurisca, a condizione che nessun’altra petroliera entri nel blocco. Ora, con queste tre petroliere, la capacità di stoccaggio di petrolio dell’Iran è aumentata».
Ieri, Tanker Trackers ha affermato che «tre petroliere vuote, autorizzate dagli Stati Uniti», sono riuscite a eludere il blocco navale statunitense nei giorni scorsi. Insieme, possono trasportare 1,9 milioni di barili di petrolio iraniano. «Una delle navi ha disattivato brevemente l’AIS, un’altra batteva bandiera russa e una terza ha costeggiato la costa omanita per superare il blocco», ha aggiunto la società.
Taylor Greene: rivoluzione in Usa con le truppe in Iran
Marjorie Taylor Greene, ex alleata di Trump che un tempo era una delle sue più grandi sostenitrici e adesso vi si oppone pubblicamente, ha messo in guardia sulla possibilità di un rivoluzione politica in America se gli Stati Uniti invieranno truppe in Iran. Taylor Greene, che si è dimessa dal Congresso degli Stati Uniti dopo aver rotto i rapporti con Trump, ha scritto su X: «Se invii truppe militari americane in Iran, ci sarà una rivoluzione politica in America. NOI. ABBIAMO. FINITO». «Abbiamo detto basta guerre all’estero e lo intendevamo sul serio», ha aggiunto. «La coalizione si unirà e sarà inarrestabile. Me ne assicurerò. Metti fine a questa guerra. È una follia».
Gas in rialzo
Apertura in forte rialzo per il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam sopra i 52 euro. I contratti future sul mese di giugno guadagnano il 4,05% a 52,2 euro al MWh, mentre lo stretto di Hormuz viene aperto, secondo l’Iran, solo per il transito di navi amiche.
Gli aerei Usa portano munizioni in Israele
Nelle ultime 24 ore decine di aerei da carico statunitensi hanno trasportato a Tel Aviv munizioni prelevate dalle basi americane in Germania, in vista di una possibile ripresa degli attacchi all’Iran. Lo riporta l’emittente israeliana Canale 12.
Rubio: Freedom Project fermato su richiesta del Pakistan
«Il Freedom Project è stato bloccato a causa della richiesta del Pakistan». Lo ha detto il Segretario di Stato USA Marco Rubio a NBC News, aggiungendo che Islamabad ha spiegato che se l’operazione fosse stata stoppata, un accordo sarebbe stato possibile. «Così, abbiamo deciso di fermarlo», ha affermato Rubio.
Trump vede i consiglieri per la sicurezza
Nella giornata di ieri Donald Trump ha incontrato i suoi massimi consiglieri per la sicurezza nazionale nel suo golf club in Virginia per discutere delle prossime mosse nella guerra contro l’Iran. Lo ha riferito la CNN citando una fonte a conoscenza dell’incontro. Secondo la fonte, hanno partecipato il vicepresidente JD Vance, il segretario di Stato Marco Rubio, il direttore della CIA John Ratcliffe e l’inviato speciale Steve Witkoff. L’incontro si è svolto poche ore dopo il rientro di Trump a Washington dopo la visita in Cina.
Dopo l’incontro di sabato, ha spiegato la fonte, Trump dovrebbe incontrare nuovamente il suo team per la sicurezza nazionale all’inizio di questa settimana. Secondo fonti vicine ai colloqui, il Pentagono ha predisposto una serie di piani per colpire obiettivi militari nel caso in cui Trump decidesse di procedere con ulteriori attacchi, compresi raid contro siti energetici e infrastrutturali in Iran.
Trump e la mappa dell'Iran con gli attacchi Usa
Il presidente Usa Donald Trump ha condiviso su Truth l’immagine di una mappa del Medio Oriente, a cui è sovrapposta la bandiera americana, con delle frecce che puntano verso l’Iran. In un altro post precedente, in un’immagine generata dall’intelligenza artificiale, si vede Trump seduto che schiaccia un pulsante rosso e scatena una serie di attacchi verso target che vengono distrutti con la scritta “Space force”, forza spaziale.
In un’altra immagine, intitolata Forza spaziale, si vede Trump spingere un pulsante rosso per dare il via a una serie di attacchi da parte della forza spaziale degli Stati Uniti.

