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Vietate nei ristoranti le bustine di ketchup e maionese, addio anche ai saponi in hotel: quando scattano i nuovi divieti Ue

19 Gennaio 2026 - 23:47 Ugo Milano
bustine salse vietate
bustine salse vietate
Si avvicinano le prossime scadenze del regolamento europeo per gli imballaggi. Arriva il turno delle bustine per le sale, che dovranno sparire. Stessa sorte per i mini-shampoo nelle strutture ricettive

A partire dall’agosto di quest’anno, nei ristoranti dell’Unione europea non sarà più possibile usare le bustine monouso per salse, olio e aceto. Lo prevede il Ppwr (Packaging and packaging waste regulation), il regolamento europeo sugli imballaggi, entrato in vigore nel gennaio dello scorso anno e che fissa alla prossima estate la scadenza per il divieto di questi prodotti. Il regolamento, riporta Il Messaggero, stabilisce una serie di indicazioni sull’intero ciclo di vita degli imballaggi con il fine di ridurre i rifiuti pro capite del 15% entro il 2040 rispetto ai livelli del 2018. La norma punta così a limitare gli imballaggi superflui, a migliorare la riciclabilità e ad aumentare l’utilizzo di materiali riciclati, intervenendo in particolare sulla plastica monouso, considerata tra le principali fonti di inquinamento ambientale e su cui l’Ue è intervenuto su più fronti.

Addio i mini shampoo negli hotel

In alternativa alle bustine, i ristoranti dovranno servire le salse in contenitori sostenibili. Ma c’è di più. Nel mirino dell’Ue sono finiti anche gli articoli per l’igiene personale. Hotel e strutture ricettive dovranno quindi rivedere anche la distribuzione di shampoo, bagnoschiuma e sapone per le mani orientandosi verso soluzioni alternative come i dispenser ricaricabili. Andranno sciolti alcuni nodi che inevitabilmente emergeranno, come i costi di sostituzione e le questioni igienico-sanitarie emerse soprattutto durante la pandemia, quando il monouso era stato incentivato per ridurre i contatti e la contaminazione di batteri. La Commissione europea difende la scelta sottolineando l’impatto della plastica sull’ambiente perché gran parte degli imballaggi monouso non viene riciclata e finisce negli ecosistemi marini, entrando nella catena alimentare.

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