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Bici giù dai Murazzi, Denise torna già libera: che cosa dovrà fare ora per non tornare in carcere

20 Gennaio 2026 - 14:01 Giovanni Ruggiero
bici murazzi mauro glorioso revoca parte civile
bici murazzi mauro glorioso revoca parte civile
Condannata a sei anni e otto mesi, la ragazza oggi ventenne è la prima dei cinque accusati di tentato omicidio aggravato a uscire dalla prigione. Il 23enne Mauro Glorioso da allora è rimasto tetraplegico

Denise torna a casa dopo 2 anni e 11 mesi di detenzione nell’istituto per minorenni di Pontremoli. Il tribunale di sorveglianza di Genova, presieduto dalla giudice Manuela Casella, ha accolto la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali presentata dai suoi legali, gli avvocati Guglielmo Busatto e Annalisa Baratto. La ventenne è la prima dei cinque condannati per il lancio della bici dai Murazzi a ottenere la libertà, nonostante la pena definitiva di sei anni e otto mesi per tentato omicidio aggravato. Come riporta la Stampa, gli altri imputati condannati a pene più severe che arrivano fino a 14 anni, dovranno attendere ancora a lungo prima di uscire dal carcere.

La bici giù dai murazzi nel 2022

Quella sera del 2022, Denise e altri quattro ragazzi gettarono una bicicletta dal bastione dei Murazzi torinesi. Il mezzo colpì Mauro Glorioso, uno studente di 23 anni che passeggiava sotto il ponte, causandogli lesioni gravissime che lo hanno reso tetraplegico. Alla giovane, come all’altra ragazza del gruppo Sara Cherici, venne contestato il concorso morale: non toccarono materialmente la bici, ma nemmeno tentarono di fermare gli altri. La condanna più bassa è arrivata proprio per Denise, anche grazie alla maggiore velocità del procedimento davanti al tribunale dei minorenni rispetto a quello ordinario.

Che cosa dovrà fare Denise

Per i prossimi due anni, Denise dovrà seguire un percorso prestabilito senza margini di errore. Il programma include volontariato nella Croce Rossa, un corso professionale da tatuatrice, sedute psicologiche regolari e allenamenti di boxe, disciplina che secondo i giudici «trasmette valori come il rispetto delle regole, l’impegno e la responsabilità». Dovrà conseguire la patente di guida, rispettare il coprifuoco alle 22 di sera, vivere con i genitori ed evitare alcol e sostanze stupefacenti. Come sottolinea La Stampa, solo rispettando queste condizioni manterrà la libertà conquistata.

Dal rifiuto all’approvazione: perché i giudici hanno cambiato idea

A marzo 2024 la Corte d’Appello di Torino aveva bocciato una richiesta analoga, ritenendo che Denise «non avesse ancora maturato piena consapevolezza delle azioni compiute». Stavolta il collegio giudicante ha visto segnali concreti di cambiamento: la ragazza avrebbe partecipato attivamente a laboratori teatrali e di lettura, prestato assistenza ad anziani in una residenza sanitaria e aiutato ragazzi in un centro giovanile. Secondo l’ordinanza, oggi Denise appare «maggiormente consapevole della gravità del reato», avendo finalmente elaborato quanto accaduto e compreso il suo ruolo nella fase ideativa ed esecutiva di quel gesto che ha distrutto la vita di Mauro Glorioso.