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«Io, non convocata alle Olimpiadi Milano-Cortina. Al mio posto la figlia del direttore tecnico»

21 Gennaio 2026 - 07:14 Alessandro D’Amato
angela romei curling esclusione olimpiadi rebecca mariani
angela romei curling esclusione olimpiadi rebecca mariani
Angela Romei, che faceva parte della squadra di curling: «Sono distrutta»

L’atleta Angela Romei non è nella lista dei convocati per le Olimpiadi Milano-Cortina. Lo ha deciso la Federazione sport ghiaccio. La 28enne che ha iniziato la sua carriera a Pinerolo e fa parte della squadra di curling con cui ha conquistato il quarto posto ai Mondiali del 2024 in Canada. Ha vinto anche il l’ambito Frances Brodie Sportsmanship Award, un premio che gli organizzatori assegnano alla giocatrice che meglio riesce a unire qualità tecniche e principi di onestà, sportività e fair play. Al suo posto è stata convocata Rebecca Mariani. Figlia del direttore tecnico della Nazionale Marco Mariani.

Angela Romei e Rebecca Mariani

«Sono distrutta. Ma il mio dispiacere è soprattutto per le modalità e le tempistiche con cui è avvenuto tutto questo. Me lo ha comunicato pochi giorni fa Mariani, con una telefonata avvenuta subito dopo l’ultimo raduno. Avremmo potuto parlarne a quattr’occhi, mi sarei aspettata almeno una discussione fondata su dati e risultati», dice Romei a La Stampa.«Invece si è limitato a dirmi che quella era una decisione assunta da lui e che al mio posto sarebbe stata convocata sua figlia Rebecca, che ha 19 anni e zero manifestazioni internazionali con la nazionale senior». Ne ha parlato con il commissario tecnico, lo svedese Sören Gran. Che però «si occupa di seguire le atlete sul ghiaccio e durante le competizioni, dal punto di vista tecnico e tattico. Marco Mariani, invece, è l’unico responsabile della composizione delle squadre».

Liti e conflitti

Romei dice di non aver avuto liti con i due: «Ho sempre espresso con rispetto e professionalità il mio punto di vista anche quando le nostre opinioni erano divergenti. Non gli ho mai mancato di rispetto». Dopo la notizia la sua prima reazione è stata «di vuoto. Ho chiuso gli occhi e ho pensato che fosse solo un brutto pensiero, ma quando li ho riaperti era tutto vero ed era terribile». La considera un’ingiustizia «nei confronti del lavoro fatto in tutti questi anni e di tutto il movimento. Ho sempre creduto nei rapporti umani, nel fair play dentro e fuori dal campo e quello che mi è successo è l’antitesi di tutto questo». Ma non si rimprovera nulla: «Ho sempre lavorato con dedizione e professionalità. Anche oggi (ieri ndr) ero in pista ad allenarmi come ogni altro giorno. Sono una professionista, faccio parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle (Guardia di Finanza) che mi ha sempre sostenuta. Il curling è la mia vita da quando ho iniziato a praticarlo».

Scelta tecnica?

E dice che non è stata una scelta tecnica: «Ripeto: io faccio parte del gruppo degli atleti nazionali da quasi dieci anni e come Team Constantini abbiamo lavorato insieme in questo quadriennio, sempre all’interno della selezione nazionale per prepararci al meglio per i Giochi. E a meno di un mese dalle Olimpiadi sono stata esclusa per lasciare il posto a una ragazza che non ha mai rappresentato finora la nazionale senior in una competizione internazionale. Fosse stata una scelta tecnica avrebbero potuto sperimentare molto prima e poi valutare, spiegando le motivazioni alle dirette interessate».