Nordio: «Molti all’opposizione sono pro riforma della Giustizia, ma votano “no” per politica». Sul sito del ministero una foto a fumetti

Il 2025 è stato «un anno di svolta» per la giustizia italiana, «sia sul fronte delle riforme sia per il rispetto degli impegni assunti con il Piano nazionale di ripresa e resilienza». Lo ha affermato il ministro Carlo Nordio, intervenendo in Aula alla Camera per la relazione annuale sullo stato della giustizia. Nel suo intervento, Nordio ha sottolineato come l’Italia si collochi al primo posto in Europa per i finanziamenti ricevuti nell’ambito del Pnrr, un risultato che, secondo il ministro, «testimonia la credibilità del Paese e l’efficacia delle politiche messe in campo dal governo». Sul sito del ministero danno notizia dell’intervento del Guardasigilli con una foto a fumetti.
Le comunicazioni alla Camera
Sull’innovazione digitale nel sistema giudiziario. Il ministro ha riconosciuto che si tratta di «un processo estremamente nuovo e complesso», che ha inizialmente generato diverse criticità. Tuttavia, ha assicurato che le difficoltà emerse nella fase di avvio sono state in gran parte superate e che i problemi residui sono in via di definitiva risoluzione.
Nordio ha inoltre richiamato il contesto politico generale, definendo l’attuale fase della legislatura come cruciale. In questo quadro, ha evidenziato come la stabilità del governo rappresenti una garanzia di continuità, non solo sul piano interno ma anche nei rapporti internazionali, elemento ritenuto fondamentale per portare a termine le riforme e gli obiettivi fissati dal Pnrr. Il ministro ha respinto le critiche di «benaltrismo» rivolte all’azione del governo, spiegando che spesso le riforme sono state accusate di introdurre elementi ritenuti estranei all’efficienza del sistema. «Come se una giustizia – ha osservato – prima ancora di essere efficiente non dovesse essere giusta», ha sottolineato. Sul tema dei suicidi in carcere, infine, Nordio ha ribadito che non sono legati al «sovraffolamento».
La riforma della Giustizia: «Molti votano “no” per politica»
«Non è un provvedimento contro la magistratura né contro qualcuno in particolare. Molti esponenti lontani dalla nostra area politica si sono infatti schierati a favore del referendum. C’è stata anche una manifestazione di sincerità da parte di un membro dell’opposizione, che ha ammesso di essere favorevole nel merito ma di votare no perché si tratta di un voto politico», ha detto Nordio tra le proteste dell’opposizione. «Questa riforma si inserisce in una coerente attuazione di un codice di procedura penale di quaranta anni fa, che è stato integrato e sconvolto. Mentre il codice penale gode di buona salute e mentre quello di Vassalli è stato modificato da tutti, a cominciare dalla Corte costituzionale, quello penale, firmato da Mussolini e dal Re, gode di salute buona».
Le nuove norme per i minori? «Punteremo alla certezza della pena»
«Sulla giustizia minorile vorrei ricordare la rappresentazione della giustizia, che tiene con una mano la bilancia, che significa equilibrio, e dall’altra la spada, che rappresenta la forza e l’efficacia della sanzione. La pena deve essere equilibrata e proporzionata ma deve essere applicata – ha detto Nordio alla Camera -. Non c’è di peggio che minacciare una pena e poi dire abbiamo scherzato. Il nostro orientamento su questi provvedimenti sarà ispirato a questi principi: non ci dovranno essere reazioni eccessive o tiranniche ma bisogna tener presente che l’esecuzione e la certezza della pena è essenziale, anche per i minori».
