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Crans-Montana, fuori dal coma i 16enni Leo e Kean. I compagni di classe si svegliano al Niguarda: come fanno a comunicare

21 Gennaio 2026 - 17:22 Alba Romano
Pronto soccorso ospedale NIguarda
Pronto soccorso ospedale NIguarda
Continuano i trattamenti delle infezioni e gli interventi chirurgici per i feriti dell'incendio di Capodanno ricoverati al Niguarda di Milano

Proseguono i miglioramenti delle persone rimaste ferite nell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera. Leonardo e Kean, due 16enni tra i ricoverati all’ospedale Niguarda di Milano, sono stati risvegliati dalla sedazione profonda. I due giovani, entrambi studenti del liceo Virgilio, non possono ancora parlare, ma comunicano tramite un computer e possono vedere i videomessaggi inviati dagli amici. Dopo una prima fase giudicata complessa, le loro condizioni appaiono più stabili.

La comunicazione tramite uno schermo

L’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, ha riferito di un ragazzo da poco estubato, che è tornato a respirare autonomamente ma ancora impossibilitato a parlare. Con le mani fasciate, il paziente utilizza strumenti di comunicazione aumentativa e alternativa: sullo schermo compaiono parole e simboli che possono essere selezionati per esprimere stati d’animo e bisogni. «La mamma gli ha chiesto: “Come ti senti?”. È comparsa l’icona della paura e lui l’ha spostata, poi quella dell’ansia e l’ha spostata. Stessa scelta con il simbolo del dolore e della preoccupazione. Poi è comparsa quella della felicità e l’ha cliccata. Devo dire che mi sono molto emozionato», racconta Bertolaso.

Interventi e tempi di recupero

I percorsi di cura, in ogni caso, restano lunghi. La giovanissima Francesca, scrive il Corriere, è stata sottoposta a un nuovo intervento chirurgico. Manfredi, 16enne romano con ustioni sul 35% del corpo, dovrà affrontare un’altra operazione entro la settimana, mentre è in corso il trattamento di un’infezione. Antonio, 14 anni, proseguirà le cure in day hospital. Eleonora, veterinaria di 29 anni, sarà trasferita a Cesena per proseguire il percorso più vicino a casa. Giuseppe, 16 anni, ha il volto in gran parte libero dalle fasciature, anche se sono previste ulteriori medicazioni. «Alcuni mangiano come dei matti perché la rigenerazione della pelle consuma tantissima energia», spiega ancora Bertolaso. L’obiettivo, ora, è «arrivare a dichiarare tutti i ragazzi fuori pericolo».