La maglietta della salute, il cerotto sul naso, l’ipotesi di scambio Gaza-Albania. Ecco cosa si sono detti dietro le quinte Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli – Il video
Mercoledì 21 gennaio nell’aula di Montecitorio il ministro della Giustizia Carlo Nordio illustrava la sua relazione sullo stato della giustizia e ne approfittava per sostenere le ragioni del sì al prossimo referendum, nessuno dei leader del campo largo sostenitori del No era presente in aula. E nessuno per tutta la mattinata ha voluto prendere la parola per replicare a Nordio. Hanno scelto invece di ricevere a Montecitorio i rappresentanti del Comitato per la liberazione di Marwan Barghouti dalle carceri israeliane: fra loro c’era anche la moglie del leader palestinese. Poi Elly Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni hanno voluto fare una dichiarazione comune ai giornalisti e ai cineoperatori che erano stati da circa un’ora convocati in piazza Montecitorio per l’occasione.
La maglietta della salute di Bonelli, il cerotto di Conte e il fisico macho di Fratoianni
Siccome la leader Pd Schlein è arrivata un pizzico in ritardo, per almeno una ventina di minuti Conte, Bonelli e Fratoianni l’hanno attesa in strada a qualche metro di distanza dal capannello di giornalisti. Pensavano fosse tutto un pizzico più rapido e quindi i tre sono scesi dai loro uffici parlamentari senza cappotto, in giacca e camicia nonostante il freddo umido. «Volete dimostrare di essere veri uomini che resistono al freddo?» ha chiesto scherzosamente il cronista di Open che li ha avvicinati. «In realtà sotto la camicia ho messo la maglietta della salute», ha risposto serio Bonelli, «perché temo il raffreddore». La questione deve essere stata presa seriamente dai leader del campo largo, perché un’ora dopo il cronista di Open è stato raggiunto dentro la Camera da Fratoianni, che ci teneva a prendere le distanze dall’altro leader di Avs: «Se scrivi la storia della maglietta della salute, precisa però che io non ce l’avevo: solo la camicia». La preoccupazione per il look doveva essere grande, perché anche il leader M5s Conte ha chiesto ai fotografi di riprenderlo un po’ più da lontano, per non rendere così evidente il cerotto che aveva sul naso dopo un piccolo intervento chirurgico.
Il no al board di Gaza in pubblico, ma dietro le quinte l’ipotesi di scambio con l’Albania
Davanti alle telecamere poi tutti si sono uniti nella richiesta al governo italiano di fare pressing su Israele per liberare Barghouti e i prigionieri palestinesi. E quando è stato chiesto loro se l’Italia deve o no entrare nel «Board of peace» su Gaza, all’unisono i leader del campo largo hanno detto di no. Ha tuonato la Schlein: «L’Italia dica di no all’Onu a pagamento», e «non ci sono le condizioni, ha aggiunto il leader M5s Conte. Anche Bonelli e Fratoianni a favore di telecamere hanno tuonato. Ma come dimostra il video del cronista di Open fra loro i quattro poco prima ne avevano parlato in tutt’altro modo. E Conte aveva trovato pure la soluzione sul caro-board di Gaza (per restarvi ogni paese dovrebbe pagare un miliardo di dollari), spiegando agli altri: «Se si chiudessero ora i centri in Albania l’Italia risparmierebbe proprio quel miliardo che si chiede per il board of peace». E dietro le quinte assentiva anche Fratoianni…
