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Il fastidio dei vannacciani per la svolta moderata della Lega. Sasso, fedelissimo del generale: «Parliamo come l’estrema sinistra LGBT»

22 Gennaio 2026 - 18:43 Sofia Spagnoli
roberto vannacci
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Il leghista commenta a Open il manifesto moderato di Armando Siri, che verrà presentato alla kermesse del partito nel weekend, e il tavolo sui diritti civili a cui parteciperà Francesca Pascale

Ma cosa sta succedendo nella Lega? chiediamo. «Ah, non lo so. Questa novità ha lasciato tutti di sasso». Con un inevitabile gioco di parole, Rossano Sasso, deputato leghista tra i più vicini all’ex generale Roberto Vannacci, commenta a Open il manifesto “dei tempi nuovi” che il responsabile dei Dipartimenti della Lega, Armando Siri, presenterà alla kermesse della Lega in programma per questo weekend, a Roccaraso. Un manifesto dai toni soprendentemente moderati, quasi centristi. Inusuali se “calati” nel contesto leghista. Il restyling si articola in 16 punti, ma l’attenzione cade soprattutto su due o tre passaggi che sembrano lontanissimi dall’universo del Carroccio. E che stanno creando una certa fibrillazione.

Sasso: «Esattamente quello che dice l’estrema sinistra»

Il manifesto promette già dal titolo una cesura rispetto a quanto visto finora: si chiama infatti «Manifesto dei Tempi Nuovi» e sarà presentato in un format-spettacolo, già sperimentato a novembre, quando è andato in scena al Teatro Italia di Roma. Tra i punti più divisivi del testo c’è il numero quattro, che recita: «La famiglia e tutte le forme di convivenza fondate sull’amore rappresentano il motore emotivo, educativo e sociale della comunità. In famiglia si apprendono il rispetto, la responsabilità e la fiducia». Subito dopo, però, Siri aggiunge: «La famiglia naturale, fondata sull’unione tra uomo e donna, gode di una tutela speciale perché è la cellula originaria della continuità umana». Ma per Sasso non basta: resta il “fastidio” per la frase precedente. «È esattamente quello che da sempre dice l’estrema sinistra della comunità LGBT. Io mi chiedo: come mai questo nella Lega?».

Immigrazione «ordinata» e sicurezza «senza generali»

Ma non è solo il tema famiglia a far storcere il naso a Sasso. Il deputato pugliese, che oggi, 22 gennaio, si aggira in Transatlantico quasi in solitaria, indica anche un altro passaggio che nel Carroccio suona quantomeno insolito: quello sull’immigrazione, che il manifesto vorrebbe «ordinata». «Accogliere – recita il testo – significa assumersi responsabilità». E ancora: «Servono ingressi programmati, formazione nei Paesi d’origine e integrazione attraverso il lavoro. L’accoglienza senza regole genera disordine». «L’ordine senza umanità – prosegue – genera ingiustizia. Solo l’equilibrio tra doveri e diritti garantisce una convivenza stabile e pacifica».

E poi c’è il capitolo sicurezza, dove il manifesto sembra lanciare una frecciata proprio al generale Vannacci: «La guerra è sempre sbagliata perché scatena conseguenze autodistruttive per l’intera umanità. Abbiamo bisogno di individui che alimentano lo spirito e non di generali che arruolano eserciti».

Il tavolo sui diritti civili e il fastidio per Pascale

Ma c’è un altro punto che per il leghista sta diventando un vero cruccio: il panel sui diritti civili previsto nel progrmma della kermesse. Tra gli ospiti annunciati ci sarà Francesca Pascale, ex compagna di Silvio Berlusconi, di destra ma da tempo attenta alle battaglie arcobaleno. «Proprio lei – spiega il leghista – che ha insultato Matteo Salvini, che l’ha definito un “ministro disumano”» e che, secondo Sasso, non piacerebbe a molti, a partire da Forza Italia: «Ci sono problemi evidenti, a cominciare dalla famiglia Berlusconi». «Si poteva invitare qualcun altro – insiste – qualsiasi intellettuale che abbia sposato una causa LGBT, non per forza qualcuno che sia gay o lesbica, perché sarebbe anche riduttivo. E invece no: chiami Pascale».

Il messaggio dritto al Carroccio

«Se questa è la linea, è giusto saperlo. Perché queste decisioni vanno poi comunicate ai militanti e agli elettori – insiste il leghista mandando un messaggio dritto al segretario Matteo Salvini – Bisogna essere chiari». «Per quanto mi riguarda – conclude – non è il massimo».

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