«Renzi bullo»: l’ex premier perde con il Fatto. Dovrà pagare 225 mila euro di spese legali

Matteo Renzi ha perso in appello contro il Fatto Quotidiano in una causa per diffamazione al tribunale civile di Firenze. E ora dovrà pagare 225.674,42 euro di spese legali. «Con le cause civili contro Travaglio conto di pagare tre o quattro rate del mutuo. La chiamerò villa Travaglio. Anzi no, porta un po’ sfiga», aveva detto l’ex premier nel febbraio 2019. In occasione del suo 50esimo compleanno offrì un pranzo a base di “pappa col pomodoro, ragù di cinta senese, il brunelleschiano peposo all’imprunetana, gelato tipico fiorentino”.
La richiesta e la sentenza
Renzi aveva chiesto 500 mila euro di danni morali, esistenziali, patrimoniali e non patrimoniali. Due giorni fa la quarta sezione civile della Corte d’appello di Firenze, formata dalle giudici Carla Santese, Giulia Conte e Ada Raffaella Mazzarelli, gli ha dato torto. Adesso deve restituire al Fatto 98.021,65 euro più 5.564,41 di interessi legali per un totale di 103.586,06. Ai quali devono poi aggiungersi le spese legali per 122.088,36. E quindi, nel complesso, il totale è di 225.674,42 euro. Renzi lamentava una “diffamazione progressiva” attuata mediante la pubblicazione di “ben 700 editoriali e circa 600 rubriche denominate ‘Ma mi faccia il piacere’ in cui egli era sistematicamente appellato con epiteti offensivi e denigratori quali ‘Bullo’, ‘Cazzaro’, ‘Ducetto’, ‘mollusco’, ‘disperato’, ‘caso umano’, ‘mitomane’, ‘Stalker’, ‘Cozza’”.
La difesa
Il Fatto è stato difeso dagli avvocati Caterina Malavenda e Gianluca Poli. I giudici hanno detto che gli articoli esercitavano «una critica politica sia pur feroce e dissacratoria, nei confronti del Senatore Renzi, all’indomani della nascita del suo partito ‘Italia Viva’ destinato, secondo il giudizio soggettivo dell’autore, a tradire la sua vocazione di ‘rottamatore’ e invece ad attrarre nella formazione politica neonata i peggiori fuoriusciti da altri schieramenti». Da qui, continua la sentenza «l’accostamento alla cozza (o mollusco) quale microrganismo avente la funzione nell’ecosistema, di assorbire sostanze tossiche e trattenerle». Idem per gli epiteti «il mollusco di Rignano» e «Matteo La Cozza».
