«Dopo la mia morte tutte le mie roffie vanno al mio amico». Ma la parola misteriosa sul testamento premia i fratelli del defunto (che non vedeva più)

Cosa significa “roffie”? Se lo sono chiesti i giudici che hanno avuto a che fare con una causa in tribunale che ha richiesto ben due gradi di giudizio su un testamento olografo. A ricostruire la vicenda è il Corriere della Sera. Un ottantenne, alcuni mesi prima di morire nel 2015 in provincia di Forlì, lasciava nero su bianco all’amico del cuore una casa con un po’ di terreno intorno e il suo amato cane. A patto però che si ricordasse di portare i fiori sulla tomba della moglie, morta anni prima. Però c’è una frase, a conclusione della dichiarazione che, spiega la testata, ha mandato in panne i giudici. Successivamente l’anziano spiega che lascia «tutte le mie roffie» all’amico. Forse intendeva gli altri beni e i soldi sul conto corrente?
Cosa significa roffia
Per i giudici bolognesi, il termine «roffia», vuol dire «spuntatura di pelli conciate; quindi, scoria, rifiuto». «Esso, dunque, non può essere inteso nel senso di tutte le mie robe o tutti i miei ulteriori beni – si legge in sentenza – dal momento che, così interpretandolo, si andrebbe ad attribuire alla locuzione un significato opposto rispetto a quello suo proprio, che indica cose di poco conto; mentre, nell’asse ereditario sono presenti beni di valore rilevante, quali un fabbricato con terreni siti a Sant’Agata Feltria e un patrimonio mobiliare di circa 106.450,09 euro presso la banca».
La decisione: gli altri beni vanno ai fratelli del defunto( (incluso il conto)
Per questo la corte d’Appello di Bologna, non avendo ben chiare le intenzioni dell’anziano ha deciso di lasciare i soldi del conto corrente, il terreno e l’altro fabbricato ai fratelli del morto. A dispetto del fatto se ci fossero buoni rapporti o meno. «Appare allora maggiormente verosimile che il testatore abbia voluto lasciare all’amico a titolo di legato, la casa di Forlì e altre sue cose di scarso valore, come ad esempio le suppellettili presenti nella sua abitazione», riporta la sentenza.
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(Foto di Álvaro Serrano su Unsplash)
