Quali bonus si possono usare nel 2026 per ristrutturare casa. Attenzione all’Ecobonus, entro 90 giorni di tempo la dichiarazione a Enea

Con la legge di Bilancio approvata il 30 dicembre 2025 sono state stabilite le nuove regole per usufruire delle agevolazioni fiscali nell’edilizia abitativa per questo nuovo anno 2026. Alcune miusre sono rimaste altre invece sono definitivamente tramontate. Quelle finora attive sono bonus ristrutturazione, ecobonus, sismabonus e bonus mobili.
Ecobonus
Partiamo dall’Ecobonus, perché la comunicazione deve essere presentata all’Enea per avviare le pratiche sui lavori del 2025, è aperta dal 22 gennaio. Ci sono 90 giorni di tempo per effettuare la richiesta. Chi ha scordato di inviare la comunicazione lo scorso anno e chi è fuori tempo massimo può comunque rimediare prima della prossima dichiarazione dei redditi, spiega Repubblica, tramite la “remissione in bonis”. Anche per il 2026 sono ancora previste agevolazioni per gli interventi finalizzati al miglioramento dell’efficienza energetica. E valgono il 50% per gli interventi sull’abitazione principale; il 36% per le altre unità immobiliari. C’è un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare; mentre c’è il recupero dell’importo tramite 10 rate annuali di pari valore nella dichiarazione dei redditi. Ne possono usufruire i proprietari o chi ha la titolarità dell’immobile.
Bonus ristrutturazione
Riguarda gli interventi di manutenzione straordinaria, recupero e risanamento degli edifici residenziali, incluse le parti comuni condominiali e le pertinenze. Vale come detrazione del 50% per l’abitazione principale; che scende al 36% per gli altri immobili. C’è un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare. E anche qui un importo di 10 rate annuali di pari valore nella dichiarazione dei redditi.
Sismabonus
Vale per interventi diretti sugli edifici che per l’acquisto di immobili antisismici. Le percentuali di detrazione restano differenziate sempre tra prima e seconda o terza casa, rispettivamente al 50 o al 36 per cento. Anche qui stesso limite di spesa del bonus ristrutturazione e dieci rate annuali di restituzione.
Bonus mobili
Vale per acquisti di arredi ed elettrodomestici collegati a ristrutturazioni (sia su singole unità immobiliari sia su parti comuni). Le differenze più rilevanti riguardano la distinzione tra abitazione principale e altri immobili. Tetto spesa massimo è 5mila euro. Si detrae al 50 per cento, e non c’è distinzione tra prima e seconda casa.
(Foto di Jessica Hearn su Unsplash)
