Lo sciacallo che ha derubato un ragazzo morto a Torino

Un video racconta la scena. Il protagonista è Davide Borgione. Dopo una serata in discoteca prende una bici elettrica a noleggio per tornare a casa. La telecamera che punta su corso Marconi angolo via Nizza, quartiere San Salvario di Torino, inquadra una macchina. Che gli passa davanti e lo colpisce. Il guidatore dirà agli investigatori: «Se l’ho urtato, quel ragazzo era già a terra. Non mi sono accorto di niente. Per questo me ne sono andato». Ma è quello che succede dopo a essere incredibile.
Davide Borgione
Passa un altro uomo, racconta oggi La Stampa. Vede il corpo a terra. Si avvicina. Rovista nelle tasche. Gli ruba il portafoglio e se ne va. Lo sciacallo di San Salvario lascia Davide a terra. Un altro uomo finalmente chiama i soccorsi ma è troppo tardi: il ragazzo viene dichiarato morto all’ospedale Cto. «Trauma cranico», è quanto dicono i medici. Ma senza autopsia, nessuno potrà mai spiegare ai suoi genitori, agli amici del calcio, ai compagni dell’università, come è possibile che un ragazzo sano e forte, un calciatore, un giovane uomo pieno di vita, sia potuto morire così. Tre le ipotesi. La prima è che sia stato colpito da un’auto. La seconda è che abbia avuto un malore. Oppure è caduto.
Il padre
«Eppure non era ubriaco», dicono gli amici. Il padre Fabrizio parla con il quotidiano: «L’ho accompagnato io in discoteca, perché so che non si trova mai parcheggio. Mi ha detto ciao pa’. Mi ha sorriso. Sapevo che sarebbe tornato a casa con il monopattino o la bici elettrica, come faceva spesso. Quella sera non aveva il casco. Lo aveva dimenticato a casa. Mi viene da pensare adesso che ho perso mio figlio, perché le compagnie delle bici elettriche non forniscano con la bici anche i caschi». E lo sciacallo? «I vigili mi hanno detto che quando hanno trovato Davide mancava il suo portafoglio. Lo hanno saputo dai soccorritori. Non lo hanno mai ritrovato». Lo aveva rubato lo sciacallo che si vede in uno dei frame della telecamera. «È una cosa disumana», dice Fabrizio Borgione. «Spero che venga identificato e punito».
