Occupato il liceo Virgilio di Milano, studenti in protesta contro il governo Meloni

Occupato il liceo Virgilio di Milano. Un gruppo di studenti, tra cui membri del collettivo studentesco dell’istituto, è entrato nell’edificio di piazza Ascoli alle 7 di questa mattina, martedì 27 gennaio, al momento dell’arrivo del personale scolastico, impedendo l’accesso ai docenti. L’azione, spiegano gli alunni in un comunicato, è una forma di protesta contro il governo guidato da Giorgia Meloni e contro quelle che definiscono riforme «repressive e guerrafondaie». Il governo, infatti «è pienamente partecipe nel programma di riarmo europeo, che porterà la spesa militare al 5% totale del Pil e il cui finanziamento comporterà pesantissimi tagli alla sanità e soprattutto alla scuola».
Gli edifici fatiscenti, la carenza di personale e gli stipendi bassi
Gli studenti sottolineano inoltre le difficili condizioni in cui versano da anni molte scuole: edifici fatiscenti, carenza di personale docente, diffuso precariato e stipendi bassi, fattori che – affermano – incidono negativamente sulla qualità della didattica. «Questa situazione – si legge nella nota – non può migliorare nel momento in cui il governo decide di privilegiare gli investimenti sulla guerra, andando a nutrire un clima di tensione internazionale che aumenta di anno in anno e che mette a repentaglio la nostra sicurezza come giovani che hanno il diritto ad un avvenire di pace».
L’Intervento militare Usa in Venezuela e la guerra a Gaza
Nel loro documento, gli occupanti collegano le politiche di riarmo a un contesto globale segnato da conflitti e violazioni del diritto internazionale. Citano, come esempio, l’intervento militare degli Stati Uniti in Venezuela, definito di «stampo imperialista», e denunciano l’esistenza di doppi standard nell’applicazione delle norme internazionali, che finirebbero per non colpire le grandi potenze.
Ampio spazio è dedicato anche alla guerra a Gaza. «Il governo (italiano ndr) cerca di silenziare la voce di milioni di lavoratori e studenti come noi che negli scorsi mesi si sono mobilitati al fianco del popolo palestinese – proseguono gli studenti –, tentando di equiparare la lotta in solidarietà con il popolo palestinese all’antisemitismo con il disegno di legge Gasparri e colpendo direttamente gli studenti e i lavoratori in lotta contro il genocidio e la complicità dell’Italia nel massacro a Gaza. Ci stanno togliendo il nostro futuro per investire nella guerra, per supportare un genocidio e per prepararsi a mandarci a morire nei loro conflitti».
Occupazione come momento di partecipazione e confronto
L’occupazione, spiegano, non vuole essere solo un atto di protesta, ma anche «un momento di partecipazione e confronto». Durante i giorni di mobilitazione, gli studenti intendono riappropriarsi degli spazi scolastici organizzando attività alternative, assemblee e dibattiti sull’attualità, con l’obiettivo di garantire libertà di informazione ed espressione. Un’occasione, concludono, per prendere coscienza del proprio ruolo di giovani in un mondo in rapido cambiamento.
