Remigrazione, la conferenza stampa con Casapound organizzata dal leghista Furgiuele fa tremare la Camera. Fontana: «È inopportuna»

Un terremoto scuote la Camera dei deputati in vista della conferenza stampa sulla remigrazione, fissata per domani, alla quale parteciperanno diversi esponenti dell’universo neofascista. Nonostante domenica Lorenzo Fontana, presidente della Camera, avesse chiesto al leghista Domenico Furgiuele di fare un passo indietro, quest’ultimo aveva rimandato la richiesta al mittente: «Nessuna remissione di peccato» aveva detto ad Open. E lo rinnova anche oggi, dopo che il presidente della Camera ha rinnovato l’invito allo stop.
«Conferenza inopportuna»
«Ritengo inopportuna la conferenza stampa di domani. Spero che il deputato ci ripensi. Ho fatto quanto era nelle mie possibilità in questi giorni. Come già precisato, in questa e in precedenti Legislature, la responsabilità di contenuti e ospiti delle conferenze stampa è unicamente in capo ai parlamentari proponenti», ha dichiarato Fontana. «Rivolgo – prosegue – il mio appello alla responsabilità e al rispetto delle istituzioni». Un appello che però è rimasto inascoltato.
«Fontana non parla a nome del mio partito»
«Domani si presenta una legge di iniziativa popolare. Io non capisco perché ci si interroghi sull’assenza di partecipazione popolare e poi si terrorizzano liberi cittadini che a spese loro domani verranno qui a presentare una legge», ha dichiarato il deputato della Lega Domenico Furgiuele a La Presse. «Fontana non parla a nome del mio partito ma ricopre il suo ruolo istituzionale, fa il suo dovere. È assediato dalle opposizioni, dagli attacchi violenti di chi vive nella ztl e non sa cosa accade a Termini o a Lamezia Terme, è ovvio che abbia detto così. Io gli voglio bene, ma lui non mi ha mai fatto sconti, mi ha anche sospeso per sette giorni», ha aggiunto.
La paura di «azioni da persone esterne» poco istituzionali
Alla vigilia dell’evento, lo staff della presidenza, oggi, ha mostrato segni di fibrillazione. Fonti a Montecitorio hanno fatto sapere a Open che sono stati rinforzati i sistemi di vigilanza e che saranno presenti tutti i membri dello staff per garantire un’apposito servizio di sicurezza. C’è preoccupazione anche per il numero di persone che potrebbero affluire nella sala della conferenza della Camera: fonti interne avvertono di aver ricevuto un numero enorme di richieste di accredito e che, molto probabilmente, potrebbero intervenire i vigili del fuoco per gestire il contenimento degli accessi. Intanto resta da capire se i Dem procederanno con la loro manifestazione di dissenso, che consisterebbe nell’occupare la stanza prima dell’evento.
