Udine, spuntano dal sottotetto i compiti di scuola dei bambini del 1944: la scoperta degli operai durante i lavori alle elementari – Le foto

Durante i lavori di restauro della scuola primaria Ippolito Nievo di Udine, sono riemersi alcuni compiti scolastici risalenti alla Seconda guerra mondiale. La scoperta è avvenuta poco prima di Natale, quando gli operai impegnati nell’efficientamento energetico dell’edificio hanno trovato, nascosti nelle intercapedini del sottotetto, alcuni fogli ingialliti dal tempo. Si tratta di quaderni e pagine sciolte appartenenti agli alunni di una classe di quinta elementare del 1944. In alto, scritti con una calligrafia ordinata e sorprendentemente precisa, compaiono i nomi degli studenti e le date, ovvero marzo e aprile 1944, mentre il conflitto era ancora in corso e il Paese viveva uno dei suoi momenti più drammatici. Sandra Folegotto, Velia Ambrosio e Adriana Domessi sono solo alcuni dei nomi che oggi riaffiorano da quei fogli, riportando alla luce storie dimenticate e voci di bambini che, nonostante la guerra alle porte, continuavano a sedersi tra i banchi di scuola.
Gli esercizi di matematica, il dettato di italiano e le parole ormai dimenticate

I compiti contengono esercizi di matematica, testi di italiano e il famoso dettato dell’insegnante. Per il contesto in cui furono scritti, quei fogli hanno un forte valore storico e simbolico. Colpisce anche il linguaggio utilizzato, con parole oggi cadute in disuso, come «il bottaio» che raccontano un mondo lontano, fatto di mestieri e realtà scomparse. Non appena si sono accorti dell’importanza del ritrovamento, gli operai hanno avvisato le insegnanti, che a loro volta hanno coinvolto la dirigenza scolastica. La preside si è detta «stupita» e «meravigliata» dalla scoperta, definendola «una testimonianza preziosa del ruolo della scuola, che anche in un periodo terribile come quello della guerra seppe rappresentare un baluardo di normalità, fondamentale per la vita della comunità».
Ora si cercano le famiglie
L’istituto ha annunciato che avvierà una ricerca per risalire agli autori di quei compiti o ai loro familiari, coinvolgendo anche il Comune. In questo modo, si punta a ricostruire le storie di quei bambini del ’44 e restituire loro, almeno simbolicamente, un frammento di memoria collettiva.
