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«Non riconoscevo più mio figlio, poi ho trovato le bombolette». Come funziona la “droga del palloncino”: zero tracce ma rischi altissimi

31 Gennaio 2026 - 16:38 Ugo Milano
droga palloncino come funziona gas esilarante
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Il racconto della madre di un ragazzo che vive in provincia di Monza e Brianza. Il fenomeno sempre più diffuso tra i giovanissimi per la facilità con cui si trovano le bombolette anche al supermercato
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Nervosismo, richieste frequenti di denaro, uscite improvvise con amici senza dare alcuna spiegazione. «Poi ho iniziato a trovare bombolette metalliche nei giardini sotto casa». È così che una donna di 50 anni di Limbiate, in provincia di Monza e Brianza, racconta di aver scoperto che il figlio ventenne faceva uso della cosiddetta droga del palloncino, l’inalazione di gas esilarante per fini ricreativi.

L’ordinanza di divieto a Limbiate

La pratica è sempre più diffusa tra giovani e adolescenti, al punto che – come scrive il Corriere della Sera – il Comune di Limbiate è arrivato ad adottare un’ordinanza che vieta la detenzione e l’utilizzo delle bombolette in tutte le aree pubbliche, in particolare nei parchi e nelle vicinanze delle scuole. D’altronde, sono proprio quelli i luoghi dove vengono rinvenuti con maggiore frequenza i contenitori del propellente. Si tratta di uno dei primi provvedimenti di questo tipo a livello nazionale, a fronte di un fenomeno recente ma considerato in espansione.

Lo stordimento e il consumo ripetuto

La sostanza utilizzata è il protossido d’azoto, impiegato legalmente in ambito medico e nell’industria alimentare. La procedura per assumere la sostanza è semplice: si gonfia un palloncino e si inala il gas, ricevendo un effetto di stordimento di breve durata. Ed è proprio la rapidità con cui svanisce l’effetto che spingerebbe i ragazzi a un consumo ripetuto. «Sono ragazzini che cercano lo sballo facile, vogliono mettersi in mostra. Ridono e si spintonano fra loro. Mio figlio, nel giro di pochi mesi, è cambiato. Oggi sta affrontando un percorso di cura psicologica, ma non posso dire che sia un problema passato», racconta la donna di 50 anni al Corriere.

I rischi per la salute

Il protossido d’azoto non lascia tracce evidenti nell’organismo e non presenta effetti collaterali visibili nell’immediato. Eppure, ci sono diversi studi medici che segnalano possibili conseguenze neurotossiche e un impatto negativo sulle funzioni cognitive. La Francia è uno dei Paesi più interessati dalla droga del palloncino, ma anche in Italia le segnalazioni sono in aumento. «La cosa grave – conclude la madre del ragazzo di Limbiate – è che il gas si trova legalmente, sul web o nei minimarket, dove viene venduto direttamente assieme ai palloncini».

Foto copertina: Pixabay/Willfried Wende

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