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Dal “kit anti-gas” agli altri manuali. Ecco cosa circolava prima del corteo Askatasuna

03 Febbraio 2026 - 09:23 David Puente
Cosa abbiamo trovato in una cartella condivisa tra gli attivisti sui social

Nei giorni che hanno preceduto il corteo del 31 gennaio contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna, l’attenzione si è concentrata su un “kit di sopravvivenza anti-gas” diffuso online con diverse indicazioni per gli attivisti che sarebbero scesi per le strade. Ben prima della manifestazione, quel materiale era finito al centro del dibattito pubblico come possibile segnale anticipatore di ciò che sarebbe poi accaduto. Alla fine, gli scontri ci sono stati, così come anche i feriti. Seguendo la diffusione social delle indicazioni presenti nel documento, si arriva a una cartella condivisa (accessibile a chiunque abbia il link) con diversi manuali che, di fatto, fanno emergere un quadro più ampio con una stessa cornice: la messa in conto dello scontro.

Il “kit” del 2012

Il materiale più citato riguarda l’uso di Maloox, aceto e limone per alleviare gli effetti dei lacrimogeni, insieme all’invito a «staccare la batteria» del cellulare per impedire «alle guardie di ascoltare le nostre conversazioni». Riferimenti e virgolettati compatibili con un testo del 2012 intitolato “Prima, durante e dopo un corteo“, pubblicato e ancora oggi disponibile sul sito “Bibliotecaanarchica“. Il vademecum non contiene istruzioni per colpire le forze dell’ordine, ma si rivolge a chi partecipa a manifestazioni «dove potrebbero esserci scontri e tensioni».

Il documento presuppone cariche, arresti, perquisizioni e uso di lacrimogeni, invitando gli attivisti a prepararsi di conseguenza. Non è certamente un manuale indicato per una manifestazione pacifica, ma nemmeno un testo che incita direttamente alla violenza.

La “guida antisfratto”

Uno dei manuali, consultabile e scaricabile una volta ottenuto il link della cartella condivisa, risulta essere un vademecum legale e organizzativo per “resistere agli sfratti”.

La guida prevede picchetti antisfratto, disobbedienza passiva, barricamenti e resistenza fisica all’intervento della forza pubblica. Non spiega come e con cosa colpire gli agenti, e per quello ci arriviamo dopo, ma senz’altro normalizza il confronto diretto con le autorità.

Il manuale per l’occupazione

Un altro libro, scaricabile anche questo in formato PDF, si presenta come un manuale di formazione politica e militante sulla pratica dell’occupazione, in cui lo scontro con lo Stato non è solo previsto, ma considerato come parte integrante della lotta sociale.

Di fatto, un vademecum su come ridimensionare l’illegalità e il conflitto come elemento strutturale da assumere durante le occupazioni.

Occupazione e “Molotov”

Tra i testi consultabili nella cartella condivisa, troviamo un terzo manuale decisamente più radicale e diretto, che normalizza di fatto l’uso della violenza. Il libro, infatti, contiene una traduzione italiana dei testi pubblicati a Parigi nel 1984 sulla rivista “Molotov & Confetti“, rivendicando esplicitamente la violenza come strumento di lotta politica. Al suo interno vengono raccontati e giustificati attacchi armati contro le pattuglie di polizia, con spranghe e molotov.

Questi documenti vengono presentati dagli stessi attivisti come dei manuali per «prepararsi e proteggersi al meglio in caso si repressione», ma risultano interpretabili come materiale preparatorio, a diversi livelli, allo scontro fisico e violento, non solo ideologico.