Per Trump Putin «ha mantenuto l’accordo di non colpire l’Ucraina»

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto al presidente russo Vladimir Putin di porre fine alla guerra in Ucraina, che dura da quasi quattro anni. La mossa arriva dopo che Mosca ha ripreso gli attacchi contro Kiev in seguito a una settimana di pausa. «Voglio che ponga fine alla guerra», ha ribadito il tycoon quando un giornalista dell’Afp nello Studio Ovale gli ha chiesto informazioni sui nuovi raid. Alla domanda se fosse deluso dal fatto che Putin non avesse prolungato la pausa, ha risposto: «Mi piacerebbe che lo facesse». Ma poi ha sostenuto che Putin «ha mantenuto la parola», con la pausa finora concordata. «È tanto, sapete, una settimana, accetteremmo qualsiasi cosa, perché lì fa davvero, davvero freddo».
Il piano di Kiev sul cessate il fuoco
L’Ucraina ha concordato con i partner europei e statunitensi un piano a più livelli per monitorare e far rispettare un eventuale cessate il fuoco con la Russia. Prevede un coinvolgimento progressivo delle forze europee e, in caso di violazioni ripetute, anche il sostegno militare diretto degli Usa. A rivelarlo è il Financial Times. Il piano partirebbe con il dispiegamento di una forza di deterrenza a guida europea, supportata da logistica e intelligence Usa. In caso di escalation, scatterebbe una seconda fase con l’impiego dei Volenterosi. E, in ultima battuta, una risposta militare coordinata con il coinvolgimento diretto degli Usa.
La violazione del cessate il fuoco
Il piano è stato discusso in diverse occasioni a dicembre e gennaio tra funzionari ucraini, europei e americani. Gli inviati di Kiev, Mosca e Washington si incontreranno ad Abu Dhabi mercoledì 4 e giovedì 5 febbraio per colloqui volti a porre fine alla guerra, ha affermato il Ft. Secondo la proposta, qualsiasi violazione russa di un cessate il fuoco provocherebbe una risposta entro 24 ore. Prima un avvertimento diplomatico, poi, se necessario, un’azione dell’esercito ucraino per porre fine all’infrazione. Se le ostilità continuassero oltre, la proposta passerebbe a una seconda fase di intervento con l’impiego di forze della cosiddetta coalizione dei volenterosi, che include molti membri dell’UE, oltre a Regno Unito, Norvegia, Islanda e Turchia, si legge nel rapporto.
La risposta coordinata
Il rapporto aggiunge che, in caso di un attacco esteso, una risposta coordinata da parte di una forza sostenuta dall’Occidente, che incorpori anche l’esercito statunitense, verrebbe attivata 72 ore dopo la violazione iniziale.
