Cieco a causa della leucemia, non trova casa in affitto: «Il mio cane Rudolph è i miei occhi, ma nessuno lo vuole»

Trovare un appartamento in affitto a Pavia si sta rivelando un’impresa quasi impossibile per Oleg Romaniuc, 28 anni, cieco e accompagnato dal suo cane guida. «Quando i proprietari scoprono che con me vivrebbe anche Rudolph, il mio labrador addestrato, fanno subito un passo indietro», racconta il giovane a La Provincia Pavese. E questo accade nonostante Oleg offra tutte le garanzie economiche richieste.
A 19 anni, Oleg ha perso la vista a causa di una leucemia. Dall’Ucraina è arrivato in Italia otto anni fa proprio per curarsi. Al Policlinico San Matteo di Pavia ha ricevuto un trapianto di midollo che gli ha salvato la vita. Da allora non ha più lasciato la città, dove vive insieme alla madre. Qui ha completato gli studi universitari e oggi lavora come fisioterapista libero professionista.
Il cane guida
Fondamentale nel suo percorso di autonomia è stato Rudolph, cane guida che lo accompagna da quattro anni in ogni aspetto della quotidianità: dall’università al lavoro, fino alle visite in ospedale. «Non stiamo parlando di un animale come gli altri – spiega Oleg – ma di un labrador selezionato e addestrato fin da cucciolo per muoversi in ambienti complessi senza creare problemi. Se non glielo chiedo io, può restare fermo nello stesso punto per ore».
Eppure, proprio la presenza del cane sembra rappresentare l’ostacolo principale. «Le agenzie immobiliari ormai mi conoscono tutte. Gli agenti si mostrano comprensivi, spesso si affezionano alla mia storia e a Rudolph, ma poi i proprietari rifiutano perché non accettano animali», racconta. In alcuni casi, Oleg sospetta addirittura una discriminazione: «Mi dicono che l’appartamento è già occupato. Poi faccio chiamare dalla mia fidanzata e improvvisamente risulta libero».
I «no» dei proprietari
Tra le motivazioni più frequenti, il timore che il cane possa rovinare una casa appena ristrutturata. Altri proprietari, invece, ammettono di temere le tutele legate alla sua invalidità, considerate un ostacolo nel caso volessero interrompere il contratto. «Da quando siamo in Italia abbiamo sempre pagato l’affitto regolarmente – sottolinea il 28enne – ho un lavoro, posso permettermi una casa e ho tutte le garanzie necessarie». La sua richiesta è semplice: «Ho il diritto di trovare un posto dove stare».
Foto copertina: PEXELS/MART PRODUCTION | Foto generica
