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Accoglienza dei migranti a Rieti, indagato un dirigente del Viminale: «Appalti truccati quando era prefetto»

07 Febbraio 2026 - 10:18 Alba Romano
dirigente viminale inchiesta appalti truccati immigrazione rieti
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Gennaro Capo oggi è direttore della Direzione centrale dei servizi per l'immigrazione e l'asilo del ministero dell'Interno

Non parte da Rieti ma da Bruxelles l’indagine che ha acceso i riflettori sugli appalti per l’accoglienza dei migranti nel capoluogo sabino. Su impulso della Procura europea (Eppo), la Guardia di finanza sta verificando presunte irregolarità nelle gare bandite tra il 2021 e il 2023 dalla prefettura. Tra i sei indagati per turbativa d’asta figura anche Gennaro Capo, oggi al vertice della Direzione centrale dei servizi per l’immigrazione e l’asilo del Viminale, all’epoca prefetto di Rieti.

Le commesse a due cooperative

L’inchiesta riguarda commesse per circa 1,6 milioni di euro affidate a due cooperative (Unione Sabina Santas e Montasola) riconducibili alla stessa persona. Secondo gli inquirenti, le gare sarebbero state aggiudicate nonostante l’assenza di requisiti fondamentali previsti dalla normativa, come l’esperienza triennale nel settore e la presentazione dei bilanci. Una delle due cooperative, in precedenza, era stata esclusa proprio per la mancanza dell’anzianità richiesta. Nel registro degli indagati compaiono anche l’attuale viceprefetto vicario di Rieti, Luisa Cortesi, e l’imprenditrice Agostina Mollichella, che secondo le ipotesi investigative avrebbe percepito compensi mensili compresi tra gli 8mila e i 10mila euro.

Le spese contestate

Al centro degli accertamenti non ci sono solo le procedure di gara, ma anche la destinazione dei fondi europei destinati all’accoglienza e all’integrazione dei richiedenti asilo, con appalti che coprono un arco temporale fino al 2027. Parte delle risorse incassate dalle cooperative, secondo la Guardia di Finanza, sarebbe stata utilizzata per finalità estranee ai servizi previsti, come acquisti personali e viaggi.

Il precedente del 2013

I militari hanno effettuato perquisizioni, acquisito documentazione e notificato avvisi di comparizione davanti ai pm dell’Eppo. Già nel 2012, il sistema dell’accoglienza a Rieti era finito sotto inchiesta. Dopo le condanne in primo grado, il caso si era risolto con l’assoluzione in appello di tutti gli imputati.

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