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Mediterranea punta il dito contro Italia e Malta: «Mille dispersi in mare con il ciclone Harry, ma loro non muovono un dito»

02 Febbraio 2026 - 11:45 Bruno Gaetani
Caso Nave Open Arms Matteo Salvini ministro
Caso Nave Open Arms Matteo Salvini ministro
La denuncia dell'ong: in base alle testimonianze raccolte, i morti in mare potrebbero essere molti di più di quelli indicati nelle stime ufficiali
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«Potrebbero essere mille le persone disperse in mare durante il ciclone Harry». La stima arriva dalla ong Mediterranea Saving Humans, che ha raccolto nuove testimonianze raccolte in Libia e Tunisia. «Si stanno delineando i contorni della più grande tragedia degli ultimi anni lungo le rotte del Mediterraneo centrale e i governi di Italia e Malta tacciono e non muovono un dito», attacca la presidente Laura Marmorale.

Le stime di Mediterranea

L’unica comunicazione ufficiale dell’Autorità marittima europea stimava in almeno 380 le persone disperse in mare al 24 gennaio scorso, ricorda Mediterranea. Ma sarebbero le testimonianze raccolte tra le comunità presenti in Tunisia a fornire un «quadro molto più ampio e allarmante», con diverse decine di imbarcazioni che sarebbero partite da Sfax nei giorni del ciclone, molte mai tornate né arrivate a destinazione. Nell’ultima settimana, fa sapere Mediterranea, sono emersi «nuovi nomi: persone che si sapeva essere partite e che ora risultano irraggiungibili, senza chiamate dalla Libia, senza contatti dai centri di detenzione, senza conferma della morte e senza tracce dal deserto algerino».

L’attacco a Italia e Malta: «Silenzio agghiacciante»

Le autorità maltesi, continua la denuncia della ong, hanno recuperato decine di corpi in mare. Il 30 gennaio, poi, il corpo di una donna è stato recuperato dalla nave di soccorso civile Ocean Viking nella zona di ricerca e soccorso maltese e sbarcato sabato a Siracusa. Le informazioni, precisa Mediterranea, «restano frammentarie e talvolta contradditorie, ma un dato è certo: la portata di quanto è accaduto supera di gran lunga le uniche notizie ufficiali finora diffuse». Dopodiché, la presidente della ong punta i dito contro i governi europei: «Il silenzio e l’inazione dei governi di Malta e Italia sono agghiaccianti: di chi ha perso la vita in mare non si deve parlare, soprattutto quando queste morti mostrano il fallimento delle politiche migratorie e della collaborazione con Libia e Tunisia, e mentre si stanno preparando nuovi brutali provvedimenti contro le persone migranti e la solidarietà».

Foto copertina: EPA/Mohammed Saber

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