La promessa tradita di Stellantis e Mercedes: «La gigafactory in Italia non si farà». Sindacati in allarme per lo stabilimento di Termoli

Non si può certo definire un fulmine a ciel sereno, ma non per questo la notizia è meno importante: la gigafactory di Termoli, in Abruzzo, non si farà. La decisione è stata ufficializzata proprio nelle scorse ore dalla direzione di Acc – la joint venture tra Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies – e conferma i peggiori timori dei sindacati. «Nell’ambito della nostra riorganizzazione industriale, non si prevede che saranno soddisfatti i prerequisiti per riavviare i progetti di Acc in Germania e in Italia, che sono in standby ormai da maggio 2024», si legge in un comunicato di Acc.
Il tonfo di Stellantis e il progetto saltato
L’annuncio arriva all’indomani del tonfo in Borsa di Stellantis, che ha visto il proprio titolo cedere il 25% dopo aver svelato un inversione di rotta sulla strategia industriale che costerà più di 22 miliardi e costringe l’azienda a sospendere il dividendo nel 2026. «Acc deve impiegare le proprie risorse per massimizzare la propria competitività, maturità tecnologica ed eccellenza industriale», si legge ancora nel comunicato della joint venture, che aveva promesso all’Italia la costruzione di una grossa gigafactory in Abruzzo e un’altra a Kaiserslautern, in Germania, anch’essa saltata.
L’appello di Acc sulle batterie «made in Europe»
La joint venture di Stellantis, Mercedes-Benz e TotalEnergies continuerà a produrre batterie solo in Francia, «utilizzando il sito di Billy-Berclau/Douvrin come principale polo di innovazione per concentrarsi sul miglioramento dell’efficienza e della competitività della produzione». Nella nota con cui si ufficializza lo stralcio dei progetti in Italia e in Germania, le tre aziende lanciano un appello a Unione europea e governi affinché creino condizioni più favorevoli per la produzione di batterie nel Vecchio Continente: «Senza un sostegno immediato e mirato alla produzione locale, l’Europa rischia di rinunciare alla propria autonomia strategica in una delle tecnologie più critiche del XXI secolo».
Sindacati in allarme
Nel frattempo, i sindacati hanno una priorità ben chiara in testa: salvaguardare il futuro dello stabilimento di Termoli e dei suoi operai. «Chiediamo con urgenza un incontro alla Direzione di Stellantis, nel quale ci aspettiamo risposte immediate. Termoli deve ricevere nuovi prodotti, in grado di garantire continuità produttiva, occupazione e prospettive di lungo periodo. Il futuro deve essere legato alle meccaniche, ai motori e ai cambi», chiedono Gianluca Ficco, segretario nazionale Uilm responsabile del settore auto, e Francesco Guida, segretario generale della Uilm di Campobasso. Per i sindacati, «la mancata realizzazione della gigafactory Acc deve essere compensata da scelte industriali chiare e coerenti» e non, come si teme in queste ore, portare a una chiusura dello storico stabilimento di Termoli.
Stellantis: «Pronti a garantire il futuro di Termoli»
A spegnere eventuali allarmi ci pensa direttamente Stellantis, che poche ore dopo la nota della Uil prova a calmare le acque. «Come concordato un anno fa al Mimit puntiamo a sostenere il Made in Italy e a garantire il futuro dello stabilimento. Agli attuali dipendenti dell’Acc sarà offerta la continuità lavorativa all’interno di Stellantis», si legge nella nota dell’azienda. «Stellantis – prosegue il documento – prende atto della decisione di Acc di avviare discussioni con le parti sociali al fine di bloccare i progetti delle gigafactory in Germania e in Italia. Stiamo monitorando attentamente la situazione e restiamo pienamente mobilitati per valutarne le implicazioni industriali e sociali».
Foto copertina: ANSA/Alessandro Di Marco
