Rimosso dai social anche il legale di Corona, la denuncia di Chiesa: «Censura gravissima». Mediaset: «Mai segnalato il suo profilo»

«Mi hanno sospeso l’account Instagram, perché non avrei rispettato gli standard di Meta». A denunciarlo è l’avvocato Ivano Chiesa, storico legale di Fabrizio Corona. «Io parlo solo di questioni giudiziarie (sui social, ndr) – dichiara -, ovviamente con i dovuti modi, e quindi lo considero una atto di censura ancor più grave di quello fatto nei confronti del mio assistito». Chiesa ha fatto sapere di aver ricevuto oggi, sabato 7 febbraio, una comunicazione dal colosso del web sulla rimozione del suo profilo social per violazione degli standard della community. «Silenziare i difensori è tipico delle dittature più orribili», ha fatto presente il legale. E se in molti hanno pensato che ci fosse lo zampino di Mediaset, ci pensa l’azienda stessa a smentire ogni insinuazione. Mediaset, dicono fonti del gruppo, non c’entra nulla con la sospensione dell’avvocato Ivano Chiesa da Instagram e il profilo non è mai stato segnalato. E precisano che comunque è appannaggio delle piattaforme decidere cosa sospendere e cosa no.
La chiusura di Instagram
La rimozione dell’account di Chiesa segue quella delle pagine social e del canale YouTube di Corona. Ieri l’ex agente fotografico aveva debuttato su X, ma quella pagina non è più accessibile. Il suo primo post sulla piattaforma conteneva un durissimo attacco a Mediaset, sia per la cancellazione dai social sia per la richiesta dei 160 milioni in sede civile a seguito delle puntate di Falsissimo su Signorini, Piersilvio Berlusconi e altri personaggi tv. Nelle ultime ore però ne sarebbe spuntata un’altra: l’ultimo post parla proprio di quanto accaduto al suo avvocato. «La dittatura dei Berlusconi e Mediaset, manifesta la sua prevaricazione, chiudendo senza motivo il profilo ig del mio avvocato Ivano Chiesa. Vergognosa censura in uno stato democratico», ha scritto.
February 7, 2026
Foto copertina: ANSA/MATTEO CORNER | Fabrizio Corona esce dal tribunale dopo l’udienza accompagnato dall’avvocato Ivano Chiesa, Milano, 22 gennaio 2026
