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Bocciate le cover di Laura Pausini, a salvarci i Tiromancino e Salmo. Le recensioni alle nuove uscite italiane della settimana

08 Febbraio 2026 - 18:15 Gabriele Fazio

Laura Pausini – Io canto 2

Ci aspettavamo che andasse male, non ci aspettavamo che andasse così male. Di certo parliamo di un disco di Laura Pausini in purezza, che certifica, qualora qualcuno avesse ancora dei dubbi, che si tratta della più sopravvalutata delle cantanti italiane. Alla fine dell’ascolto di questo album di cover resta, sì, lo sdegno per aver assistito a questa pubblica lapidazione di alcuni dei più bei brani del repertorio italiano, ma ancor di più la gigantesca presunzione della nostra, che, si ha l’impressione netta, si autoerge a grande signora della musica. Laura Pausini sciorina cover come se fosse un’interprete di lusso alla Mina, alla Ornella Vanoni, alla Fiorella Mannoia, tutte artiste forti di skill musicali come raffinatezza, carattere, misura. Ma la realtà, sempre musicalmente parlando, ci racconta l’esatto opposto: la raffinatezza non sa neanche dove sta di casa, il carattere è rozzo e sgraziato, la misura è un concetto che evidentemente non concepisce. Per questo tutto ciò che sfiora suona come un dramma da soap opera, cosa che si nota molto meno quando interpreta brani inediti, ma quando si butta sulle cover, specie di pezzi così popolari, la situazione degenera. Ecco: Io canto 2 è una catastrofica degenerazione. Va bene il piacere nel cantare, che è una delle cose più belle del mondo e che non va negato a nessuno, ma per questo genere di intime perversioni hanno inventato i gin tonic e i karaoke; mettere questi pezzi sul mercato è un’operazione drammaticamente presuntuosa che scavalca i confini dell’offensivo. Viene da pensare che la Pausini non abbia amici e collaboratori sinceri, qualcuno che le metta un freno, che le dica “Guarda Laura, non so come dirtelo, ma questa cosa, oggettivamente, è improponibile”.