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Il sabotaggio dei treni e la pista anarchica. Piantedosi: «Vogliono solo il caos»

09 Febbraio 2026 - 06:32 Alba Romano
piatendosi agenti ice olimpiadi milano cortina
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L'indagine sull'ordigno inesploso per trovare la provenienza. Il ministro: sempre in cerca di pretesti

I sabotaggi dei treni dell’Alta velocità per Bologna e dell’Adriatica sono stati effettuati con bottiglie piene di liquido accelerante collegate a barrette infiammabili e polvere pirica. Con un timer a batteria. Si tratta di ordigni incendiari che si possono costruire con i tutorial che si trovano sulle piattaforme social. E sono simili a quelli di due anni fa a Parigi. Per questo secondo gli investigatori la pista da seguire è quella degli anarchici. E secondo il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi «nei gruppi di antagonisti ci sono veri e propri “esperti del disordine” che si macchiano di violenze gravissime da decenni. Sono sempre in cerca di nuovi pretesti per mobilitarsi: Tav, Tap, Medio Oriente, alternanza scuola lavoro, il Ponte, l’Expo, l’ambiente e adesso perfino le Olimpiadi invernali».

Il sabotaggio ai treni

Il Corriere della Sera scrive che gli ordigni sono stati piazzati tra le 5 e le 8 di mattina. Con una similitudine con i fatti di Firenze, dove sono state prese di mira strutture facilmente raggiungibili e poco coperte dalla videosorveglianza. L’obiettivo non era di causare incidenti ma sabotare le tratte. La rivendicazione ancora manca, ma di solito i gruppi anarchici la posticipano e la fanno uscire su siti di riferimento. L’azione viene comunque collegata alle Olimpiadi Milano-Cortina. La Procura di Bologna, come quella pesarese, indagherà per associazione con finalità di terrorismo e attentato ai trasporti: il procuratore capo Paolo Guido — che sta seguendo in prima persona l’indagine — ha affidato l’inchiesta al gruppo specializzato Terrorismo, coordinato dalla procuratrice aggiunta Morena Plazzi.

I 3 ordigni

Gli ordigni erano tre. Due sono esplosi, uno è rimasto integro. E su questo si concentrano le indagini. Sembra che non sia stato assemblato nel modo giusto, con un cavo collegato male al contatto elettrico. Si parla di una cellula italiana. Il ministero dei Trasporti ha annunciato che «una volta individuati i responsabili» sarà presentata «richiesta di risarcimento dei danni milionari perpetrati» per i «sabotaggi sincronizzati alle linee ferroviarie che hanno causato ritardi e disagi a migliaia di passeggeri. È pronta un’azione decisa — aggiungono dal Mit al Corriere — per mettere fine a simili azioni».

Il ministro

Intanto il ministro Piantedosi spiega al quotidiano che c’è similitudine tra il terrorismo odierno e quello di 50 anni fa: «In alcuni casi sono riapparsi vecchi personaggi, protagonisti di un passato ancora doloroso. Si sono fatti vedere anche solo come osservatori, forse erano interessati a cogliere spunti per riproporre vecchi insegnamenti ai più giovani. E poi ci sono organizzatori di iniziative pubbliche che dichiarano chiaramente di voler sovvertire il sistema democratico e di voler giungere alla resa dei conti con lo Stato democratico. Si susseguono micro attentati alle infrastrutture di trasporto. In passato lo Stato ha potuto contare sulla collaborazione di tutte le forze civili e democratiche. Spero che possa accadere ancora».

Le nuove norme

Sulle nuove leggi, dice Piantedosi, «se non fossi stato convinto della loro utilità non le avrei proposte. Un fenomeno così articolato, vario e mutevole come quello della violenza politica e del terrorismo urbano deve essere affrontato con tutti gli strumenti possibili. Solo così i cittadini che vogliono davvero manifestare in santa pace, potranno sfilare con un delinquente in meno accanto a loro. Il capo della polizia è già al lavoro per dare le giuste direttive per organizzare un’applicazione equilibrata ed efficace dell’istituto introdotto».

Il fermo preventivo

Sul fermo preventivo, spiega ancora il responsabile del Viminale, «per avere elementi concreti si valuteranno anche altri comportamenti univoci ed eloquenti, ad esempio proprio quelli di essersi predisposti agli scontri, rilevabile da oggetti trovati addosso. La settimana scorsa a Torino sono stati sequestrati martelli, spranghe, chiavi inglesi, artifici pirotecnici e altro. Sabato scorso a Milano abbiamo rivisto le scene di petardi sparati verso i reparti schierati. A qualcuno sembra normale tutto questo? Il benaltrismo è sempre il riflesso condizionato di chi non vuole che si inizi mai ad affrontare un problema».

Gli esperti del disordine

Infine, dice Piantedosi, «nei gruppi di antagonisti ci sono veri e propri “esperti del disordine”.Ora si mobiliteranno anche per il pacchetto sicurezza? Io credo che, se non avessimo varato le norme, questi soggetti sarebbero comunque all’opera. Basta leggere i loro comunicati per capire le loro intenzioni deliranti».