Bordighera, la mamma in carcere con l’accusa di aver ucciso la figlia di due anni. A marzo aveva l’udienza di affidamento per le figlie

Doveva ottenere l’affidamento e il mantenimento delle sue tre figlie di 10, 9 e 2 anni M.A., la mamma arrestata perché sospettata di aver ucciso la sua terzogenita, la più piccola, a Bordighera, in provincia di Imperia. La donna si trova attualmente in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale. A marzo avrebbe dovuto comparire davanti al giudice di Imperia per ottenere la gestione delle sue tre figlie. Difesa dagli avvocati Laura Corbetta e Bruno Di Giovanni, nega ogni addebito. Nel lungo interrogatorio di ieri ha riferito ai carabinieri che la piccola era caduta dalle scale nei giorni scorsi, ma che stava bene.
Le avevo lasciate da sole a casa, poi al ritorno ho visto che stava male e ho chiamato l’ambulanza
La relazione del medico legale sul corpo della bimba di due anni delinea però un quadro diverso, con diverse ecchimosi sul corpo. Ieri mattina la 43enne era uscita lasciando sole le bambine a casa. Quando è tornata a casa ha notato che la piccola, che si trovava nel suo lettino, aveva difficoltà respiratorie e ha chiamato un’ambulanza. Le sue parole però sono state smentite già ieri sera anche dall’analisi delle telecamere di videosorveglianza. Intanto durante la notte gli inquirenti hanno ascoltato i nonni materni e paterni della piccola, per ricostruire il quadro familiare. La donna è stata trasferita in serata nella sezione femminile del carcere di Pontedecimo, a Genova e giovedì mattina dovrà comparire davanti al gip di Imperia per l’interrogatorio di convalida. Le indagini sono coordinate dal procuratore Alberto Lari con il pm Veronica Meglio. Intanto la villetta di Bordighera, dove la madre viveva con le piccole, è stata posta sotto sequestro.
