I furti della posta dei deputati alla Camera

Niente lettere, pacchi, inviti o regali per i deputati. Gli onorevoli hanno una casella di posta dedicata alla Camera, ma da qualche giorno non possono più avvicinarcisi. O meglio: non possono farlo in totale libertà, ma devono essere accompagnati e controllati. Oppure chiedere la chiave all’addetto di poste. Il quale o presta loro le chiavi oppure apre il contenuto davanti ai colleghi. La misura, spiega Il Fatto Quotidiano, è stata introdotta per un motivo ben preciso. Ovvero perché continuavano ad arrivare segnalazioni di furti di oggetti o di lettere smarrite nelle ultime settimane.
I furti alla Camera
Diversi deputati hanno fatto sapere a Poste Italiane di aver perso lettere o oggetti ricevuti. Altri hanno detto che oggetti annunciati come in arrivo non erano mai approdati nelle caselle di posta. E allora è stato deciso di togliere le chiavi dalle cassette della posta. Per evitare che il primo che passi potesse aprirle e trafugrne il contenuto. Le chiavi venivano prima lasciate esposte all’interno già inserite nella toppa. Adesso saranno o restituite ai singoli parlamentari (che dovranno ricordarsele) oppure sarà il funzionario di Poste ad aprire il contenuto su richiesta.
