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Crosetto chiede la fiducia sull’Ucraina e attacca Vannacci: «Non ho simpatia per chi sputa nel piatto in cui ha mangiato»

10 Febbraio 2026 - 15:07 Federico D’Ambrosio
crosetto contro vannacci
crosetto contro vannacci
Il ministro della Difesa in aula per chiedere la fiducia sul decreto di invio di armi a Kiev: «Non è un modo per nascondere la crisi del governo»

Guido Crosetto, è venuto personalmente, come non era mai successo, a chiedere la fiducia sul decreto che invia nuove armi all’Ucraina oggi, 10 febbraio, in votazione alla Camera dei deputati. E non ha negato che la decisione di blindare la maggioranza su questo argomento sia fortemente politica. Ad attivare la procedura di emergenza è stato l’emendamento presentato dai tre deputati di Futuro Nazionale, il nuovo partito di Roberto Vannacci, che propone di sopprimere l’articolo 1 del decreto, cioè quello che invia armi e aiuti civili, il cuore della norma.

Il rischio, paventato, era che tra assenze e voti a favore, i voti per quella proposta fossero più ampi e ricevessero consensi soprattutto dai parlamentari della Lega, che a lungo, nei mesi scorsi, hanno portato avanti la battaglia per rivedere il decreto, arrivando a proporre di togliere la parola “militari” dal titolo della norma.

«È un atto serio di posizionamento politico della maggioranza e la serietà di questo atto è rappresentato fisicamente dalla mia presenza»

Crosetto ribadisce che rischi non ce ne sono: «Io ho profondo rispetto per il Parlamento e non considero il porre la fiducia come un modo per scappare dalla discussione degli emendamenti. È molto più forte, perché obbliga tutti i rappresentanti della maggioranza a dire se su un tema così rilevante continuano ad appoggiare il governo. E separa e rende chiarezza sulle posizioni delle persone. È un atto serio di posizionamento politico della maggioranza e la serietà di questo atto è rappresentato fisicamente dalla mia presenza». Poi una frase che appare quasi un lapsus freudiano: «Non è un modo di scappare da una crisi interna ma semmai di evidenziarla ancora più».

«Non ho particolari simpatie per chi sputa nel piatto in cui ha mangiato»

Con chi gli chiede chiarimenti a margine, Crosetto è durissimo. Specie quando si tocca il tema Vannacci che, lascia intendere, non sarebbe un interlocutore credibile per il centrodestra. «Non ho particolari simpatie per chi sputa nel piatto in cui ha mangiato, visto che è stato eletto con la Lega e con il centrodestra», chiosa. Ma sul generale in pensione dice di non aver mai avuto dubbi, anche sul fatto che prima o poi avrebbe rotto coi suoi: «Me lo aspettavo». E infine sui due parlamentari che hanno lasciato la Lega per aderire al gruppo misto, cioè i vannacciani Edoardo Ziello e Rossano Sasso, spiega: «Le fuoriusciute non sono un precedente particolare, non lo vedo come un problema così grande».

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