Garlasco e la storia del biglietto anonimo al cimitero: «Ad uccidere Chiara è stato Marco»

C’è un biglietto anonimo, trovato l’8 ottobre del 2007 sulla cappella in cui è sepolta Chiara Poggi, che parla specificatamente di un nome. E di un accusa netta. A uccidere la giovane sarebbe stato un certo Marco. Ma quale Marco? Il Messaggero cita il nome di Marco Panzarasa, migliore amico di Alberto Stasi all’epoca del delitto. Il nome del ragazzo compare nelle intercettazioni tra la madre di Chiara, Rita Preda e l’avvocato, Gianluigi Tizzoni. Una intercettazione che è stata pubblicata da Maria Conversano, astrofisica e scrittrice, nel suo canale YouTube.
L’intercettazione
Nell’intercettazione, ripresa dalla youtuber Conversano, Rita Preda parla con l’avvocato Tizzoni del biglietto ritrovato: «È un foglietto a quadretti, scritto in stampatello. C’era scritto che a uccidere Chiara è stato Marco». «Sarebbe Panzarasa?», chiede il legale. Lei replica: «Non lo so, non dice il cognome, ma adesso sto tremando».
Chi è Marco Panzarasa, su cui è stato chiesto il dna
Marco Panzarasa, ricostruisce il Messaggero, è figlio dell’ex sindaco di Garlasco. Oggi ha 42 anni e fa l’avvocato. Era amico storico di Alberto Stasi. Ai tempi dell’omicidio aveva 24 anni e viveva poco lontano dalla villetta dei Poggi. Nell’udienza del 16 maggio 2025 il gip ha chiesto l’acquisizione anche del suo Dna in vista del maxi incidente probatorio. La richiesta fu motivata dal fatto che Chiara utilizzò spesso il computer di Stasi, suo fidanzato, un pc che avrebbe usato anche con una certa regolarità Panzarasa. Il giovane si sentiva con Stasi: fino a una quindicina di contatti al giorno. Ma dopo l’omicidio il rapporto cessò. Ma ci sarebbe un alibi concreta che lascerebbe Panzarasa lontano dai riflettori di Garlasco. All’epoca dell’omicidio risultava essere a Loano, in Liguria. Precisamente sul treno sulla via del ritorno. Ore in cui lo chiamò Stefania Cappa, per raccontargli dei fatti che avevano sconvolto la sua famiglia e il paese. Con la ragazza c’era un rapporto d’amicizia nato per aiuti negli studi.
Fu sentito cinque volte dai carabinieri
Panzarasa fu stato ascoltato dai carabinieri la sera del ritrovamento di Chiara. E anche altre volte, cinque per la precisione, anche dopo un viaggio per la Spagna (programmato). «Circa il suo rapporto con Chiara, Alberto mi diceva che teneva molto a quella ragazza, perché era molto brava e trasparente», dichiarò al tempo il 24enne. Raccontò che Alberto non rispose mai a tre sms che lui gli mandò il giorno dopo il delitto e alcuni giorni più tardi.
