Il dirigente del Mef indagato per insider trading sul Monte dei Paschi di Siena

Il dirigente del Mef Stefano Di Stefano è indagato per insider trading nell’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena. Di Stefano, spiega oggi Il Fatto Quotidiano, è il responsabile delle partecipazioni societarie del ministero dell’Economia. Ed è nel Cda di Mps dal 2022. Con lui ci sono: Francesco Milleri, Ceo di Luxottica nonché presidente di Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio, il costruttore Francesco Gaetano Caltagirone e l’ad di Mps Giuseppe Lovaglio. Tutti e tre sono accusati di ostacolo agli organi di vigilanza e di aggiotaggio. Di Stefano invece avrebbe acquistato 100 mila euro di azioni Mps e Mediobanca a ridosso dell’offerta pubblica di scambio da parte di Siena. E ha guadagnato qualche migliaio di euro.
Stefano Di Stefano
La procura di Milano parte dal presupposto che Di Stefano fosse a conoscenza del concerto tra i tre per l’Ops. I pm hanno analizzato il suo cellulare. Lui era stato intercettato mentre parlava con Alessandro Tonetti, vicedirettore (non indagato) di Cassa depositi e prestiti. Il 28 aprile 2025 Alberto Nagel, allora ad di Mediobanca, aveva lanciato la stessa operazione su Banca Generali. Un’operazione, si legge nel decreto di perquisizione, “che tutti gli osservatori hanno ragionevolmente interpretato, data la sua tempistica, come una strategia difensiva”. Il 17 giugno Di Stefano con Tonetti al telefono scrive: «Ne approfitto Alessà per chiederti una cosa, come gruppo Cdp, voi avete dei contratti in essere con Mediobanca?».
La risposta
La risposta di Tonetti:« La abbiamo utilizzata in passato per alcune operazioni straordinarie perché me lo ricordo perfettamente. Non so se l’abbiamo ancora ingaggiata per qualcosa in corso. Se vuoi verifico subito!». La controreplica: «Ma, sì. Se puoi ti sarei grato perché, sai che Mediobanca sta facendo di tutto per contrastare (…) per salvare il posto al suo amministratore delegato di fronte all’operazione con Monte dei Paschi e anche rispetto al governo sta facendo delle cose che sembrano (…). Dobbiamo tenerne conto perché è un approccio molto antigovernativo».
